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Francia 2012: Hollande vs Sarkozy. Per ora vince Marine Le Pen

Quasi un francese su cinque, nel primo turno di ieri, ha votato per lei: uomini, donne, operai, impiegate e tanti giovani. Ora bisogna capire perché. Di [Adriana Terzo]

Adriana Terzo
martedì 24 aprile 2012 00:50

Parigi, 23 apr - La partita cominciata oggi in Francia e' quella tra Francois Hollande e Nicolas Sarkozy, ma l'unica a sentirsi vincente per ora e' Marine Le Pen, la donna che ha portato l'estrema destra francese ai suoi massimi storici. In vista della sfida finale del 6 maggio, i candidati sono partiti all'assalto dei voti di Le Pen, Melenchon e Bayrou, dando alle elettrici e agli elettori un appuntamento cruciale in piazza: a Parigi, il primo maggio, per una Festa del lavoro ognuno a modo suo.

Un voto che deve far riflettere. Ora bisognerebbe capire perché molte elettrici e molti elettori hanno votato per l'avvocata laica Marine, entrata nel Front National a 18 anni e nel 1993, a 24, candidata per la prima volta. Marine, che da anni cerca di smarcarsi da una destra dura ed estremista rappresentata dal padre. Ma è un bel dire: anche lei vuole cacciare i migranti, appoggia la pena di morte per chi rapisce i bambini, è rigorosamente contraria a qualsiasi ammorbidimento della legge contro l'eutanasia oltre ad aver preconizzato la fine dell'euro e difeso il programma del suo partito per l'uscita dalla moneta unica. "Voglio una Francia nuovamente sovrana. Che controlla la sua moneta, il suo bilancio, le sue frontiere. Che faccia un po' di sano protezionismo", afferma. Lei che, a due mesi dalle elezioni, con nonchalance accetta l'invito e si presenta al ballo delle Burschenschaften di Vienna dove partecipano antisemiti accertati. Un luogo dove, ogni anno, si festeggiano negazionisti come John Gudenus o David Irving. Domanda: possibile che l'unica donna forte in Europa in questo momento, politicamente parlando (Merkel è in caduta) sia incarnata da una rappresentante comunque razzista e xenofoba? E poi, la destra candida una donna evidentemente in grado di furoreggiare. E la sinistra che fa, in Francia e altrove, oltre che dibattersi in lotte fratricide? Come ha dichiarato con amarezza Ségolène Royal, l'ex candidata socialista ed ex compagna di Hollande: "Peccato, poteva toccare a me. Io nel 2007 sono stata azzoppata da divisioni interne". Negli Usa studi e ricerche dicono che le donne alla fine rinunciano alla corsa elettorale più ambita perché il duello per la Casa Bianca costringe al massacro degli avversari e a questo, le americane dicono no. Soprattutto, sono riluttanti a farsi massacrare, mediaticamente e privatamente, visto come sono state trattate Hillary Clinton e Sarah Palin. A quanto pare, non è così nella stanca Europa dove a Marine Le Pen viene riconosciuta grinta e voglia di battersi fuori dagli schemi. Bene, che ci sia una donna in politica che riesca a coagulare i voti attorno alla sua persona e al suo lavoro può inorgoglirci, ma perché proprio una politica che privilegia l'ordine alla dialettica, la nazione all'Europa, le paure invece del dialogo? Senza contare la sua posizione in tema di aborto, pillola contraccettiva e unioni fra gay. Se la pensa come il padre - e la pensa come il padre - per la Francia e l'Europa oggi è una brutta pagina. Donna o non donna.

LA CRONACA DEL VOTO. Dopo la lunga notte che ha dato risultati definitivi solo in mattinata - fra i due sfidanti la differenza si e' ridotta a un punto e mezzo - Sarkozy e Hollande sono partiti subito all'attacco, di buon'ora. Il presidente ha sferrato subito l'offensiva del 1 maggio, ''un grandissimo meeting a Parigi'' in onore del ''lavoro, quello vero''. Dal Partito socialista, che aveva gia' in animo di organizzare una grande manifestazione sempre per il primo maggio nella capitale, sono piovute soltanto battute, alcune stizzite, altre ironiche: ''Piu' che la festa del lavoro, sarebbe piu' logico che facesse una festa della disoccupazione''. Ma anche su questo batti e ribatti, come sul risultato di ieri, si e' allungata - lunga e minacciosa - l'ombra di Marine Le Pen: e' infatti il Fronte nazionale che, tradizionalmente, da' vita alla manifestazione parigina del 1 maggio, un meeting nei dintorni della place de l'Opera che nessuno ha mai messo in discussione.

La vittoria di Le Pen - per quanto piu' contenuta rispetto ai valori diffusi ieri sera dagli exit poll - e' l'argomento del giorno in Francia, tutti si sono subito resi conto che e' la bionda Marine - con un sorriso a 32 denti dopo aver ballato e festeggiato fino a tarda notte - ad avere in tasca la chiave del ballottaggio. I conti sono stati fatti e rifatti in queste ore, utilizzando i precari strumenti dei sondaggi interni ai partiti: ai centristi del MoDem, all'extrasinistra di Jean-Luc Melenchon e ai seguaci di Le Pen e' stato chiesto su quale dei due candidati si riversera' la loro preferenza al secondo turno. Il problema e' che mentre Hollande ha in tasca almeno il 43,7% di voti ''sicuri'' - l'intero 11% del Front de gauche, piu' il 2,5% dei Verdi di Eva Joly, gli Anticapitalisti di Potou e i rivoluzionari di Lutte Ouvriere - per Sarkozy tutto e' teoria. In teoria il Fronte nazionale e' piu' vicino alla destra di Sarkozy, ma i sondaggi dicono che il 60% di chi ha votato Le Pen votera' per il presidente uscente al ballottaggio, il 18% preferira' addirittura il socialista e il 22% si asterra'.

''Basta con questa storia del voto di crisi - ha tuonato stasera Le Pen in tv - chi ha votato per me non lo ha fatto perche' e' in difficolta', ma perche' vuole protezione, sicurezza, non vuole immigrazione, vuole che i francesi siano preferiti nella scelta delle assunzioni''. Parole scelte, pesanti, che mirano - secondo molti analisti - a far ''implodere'' l'Ump, il partito che Sarkozy ha indebolito e minato dall'interno a forza di svuotarlo di contenuti gollisti e ''repubblicani'' nell'intento di rincorrere il Fronte nazionale. Il sogno di Marine, come lo chiamano i suoi seguaci, e' passato alla fase 2: dopo aver sdemonizzato e in parte sdoganato il partito del padre, l'obiettivo e' disperdere la destra tradizionale per sostituirla con un grande partito di cui lei, Marine, diventerebbe leader carismatica e incontrastata. Il primo affare da sbrigare, nell'agenda di Le Pen, e' appuntato alla data del 6 maggio: liquidare Sarkozy.

CON LEI GIOVANI, DONNE E OPERAI

Quasi un francese su cinque, nel primo turno presidenziale di ieri, ha votato per lei: uomini, donne, artigiani, impiegate, una schiera di operai disillusi di fronte alle loro fabbriche che chiudono e tanti, tanti giovani, sicuri che solo Marine Le Pen puo' assicurare loro un futuro. Quel 17,9%, al di la' di ogni pronostico, strappato alle urne dal Fronte Nazionale, non e' solo una sorpresa per la Francia, ma anche un dilemma per l'Europa, che oggi ha messo in guardia contro la "minaccia populista" incarnata dalla leader dell'estrema destra. Il fatto che Bruxelles si preoccupi per il mio risultato ''e' una buona notizia'', e' ''molto entusiasmante'', ha gongolato Le Pen stasera al tg delle 20. Se l'Europa ha reagito in questo modo, ha aggiunto, e' perche' teme che il Fronte Nazionale riesca a scardinare il ''federalismo europeo''. Mentre il successo del Fn, ai suoi occhi, "e' il ritorno della Nazione".

In Europa, la leader del Fn preoccupa perche' rientra in una tendenza generale, con l'avanzata dell'estrema destra anche in Danimarca e in Finlandia. Il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, ha puntato il dito indirettamente contro Nicolas Sarkozy che, ripetendo di voler riformare Schengen e di rendere piu' dura la politica sulle migrazioni, ''ha portato acqua al mulino del Fronte nazionale''. E anche Berlino ha definito ''preoccupante'' il risultato del fronte. In Francia invece Marine Le Pen assapora il trionfo. Delle critiche dell'Ue se ne infischia. Ora pensa solo alle legislative di giugno, sperando di costituire un gruppo di almeno quindici deputati all'Assemblea Nazionale. La sua strategia e' stata vincente. Nell'ultimo anno e mezzo ha saputo ripulire il Fronte nazionale dai suoi demoni. Oggi nessuno si vergogna piu' di dire di aver votato per un Le Pen.

In undici regioni su 22, tra cui l'Alsazia, la Corsica, la Costa Azzurra, il fronte ha ottenuto piu' del 20%. Il migliore risultato e' nel Vaucluse, 27,03%. Il peggior e' a Parigi, 6,20%. Hanno votato per lei uomini (21%) e donne (16%) di ogni eta', riferisce l'Ipsos, artigiani e commercianti (26%), impiegati (22%). Nel 2007 i giovani tra i 18 e i 24 anni avevano fuggito il voto per Jean-Marie Le Pen. Quest'anno il 20% ha votato per la figlia. ''Quando un giorno entreremo nel mondo del lavoro e fonderemo una famiglia, avremo bisogno di un governo che ci protegga, di uno Stato forte. E solo Marine Le Pen puo' garantire a noi giovani un futuro'', ha spiegato Julia Abraham, 20 anni, militante nel Fn da quando aveva 15 anni e facente parte del gruppo Les Jeunes avec Marine. Lei stessa e' candidata per le legislative in Alsazia.

Con questo voto i giovani gridano il loro rifiuto dell'Europa di Bruxelles e di governi passivi di fronte all'arrivo in massa degli immigrati. Urlano i loro timori per la disoccupazione e l'insicurezza: ''I giovani hanno capito che Marine Le Pen ha ragione e che solo lei rappresenta un'alternativa politica credibile'', continua Julia, che ha deciso di non andare a votare il 6 maggio, perche' per lei ''tra Hollande o Sarkozy e' indifferente''. Oltre ai giovani, anche gli operai hanno contribuito al successo del Fn. Se cinque anni fa avevano votato in massa per la socialista Segolene Royal, quest'anno e' Marine Le Pen la loro candidata: il 29% degli operai ha votato il fronte, un punto in piu' rispetto a Hollande (28%). Sono stufi di Sarkozy e delle sue promesse non mantenute. A Grandange, in Mosella (est), dove nel 2008 Sarkozy aveva promesso di salvare l'acciaieria ArcelorMittal e i suoi lavoratori, ieri si e' votato in massa per l'estrema destra. La fabbrica ha chiuso e ora rischia di chiudere anche quella vicina di Florange, dove i forni sono fermi da mesi. A Dunkerque, nel nord, la chiusura della raffineria Total e' stata per molti l'ingiustizia di troppo: ''Gli operai assistono alla chiusura delle loro fabbriche con le lacrime agli occhi. I nostri abitanti gridano la loro ira e la loro delusione'', ha detto Philippe Eymery, responsabile del Fronte Nazionale nel Pas-de-Calais. Nella stessa regione, a Henin-Beaumont, Marine Le Pen e' arrivata in testa con il 35,48%.