Globalist:



News

Aborto: l'80% dei medici obietta. Al via campagna "contro"

Iniziativa della Consulta di bioetica onlus."Il buon medico rispetta la scelta della donna di interrompere la gravidanza".

Adriana Terzo
mercoledì 6 giugno 2012 13:48

Roma, 5 giu - Cresce il numero dei medici obiettori in Italia. Ad oggi sarebbero piu' dell'80%, mentre 15 anni fa era obiettore il 60% dei ginecologi e il 50% degli anestesisti. Ad illustrare il quadro e' la Consulta di bioetica onlus, che oggi ha lanciato in tutta Italia la Campagna contro l'obiezione di coscienza 'Il buon medico non obietta. Rispetta la scelta della donna di interrompere la gravidanza'. "Nel 1997 - riferisce l'associazione - era obiettore il 60% dei ginecologi e il 50% degli anestesisti. Nel 2009 il numero dei ginecologi obiettori e' passato al 71% e quello degli anestesisti ha superato il 50%. Oggi le mediche e i medici obiettori sono piu' dell'80% e il loro numero e' destinato ad aumentare perche' nei prossimi anni i camici bianchi non obiettori andranno in pensione. Il tentativo di conciliare l'autonomia della paziente con quella del medico e' fallito: dobbiamo scegliere se vogliamo tutelare l'autonomia del professionista sanitario e quindi, della ginecologa, dell'anestesista e dell'ostetrica oppure schierarci dalla parte delle donne e della loro battaglia in difesa della liberta' e i diritti minacciati".

La Campagna ha due obiettivi: "da una parte, incoraggiare un dibattito pubblico sulla legittimita' del diritto all'obiezione di coscienza a piu' di trent'anni dall'approvazione della legge sull'interruzione di gravidanza e, dall'altra, rendere chiaro che il buon medico non e' quello che non pratica le interruzioni di gravidanze ma quello che sta vicino alla donna e non la lascia sola in un momento difficile". In contemporanea con il lancio della Campagna, in programma oggi a Firenze, sia la Consulta che altre associazioni promuoveranno incontri in molte citta'. Il calendario degli incontri e delle iniziative e' visibile sul sito consultadibioetica.org.

Commenti
  • Anonimo 13/06/2012 alle 14:44:57 rispondi
    Interruzione volontaria di gravidanza
    Da ragazzina ho partecipato ai volantinaggi per il referendum sulla 194 e alle lotte per mantenere la laicità dei consultori, che anche allora erano a rischio di entrata di personaggi inquetanti legati ai movimenti religiosi integralisti.
    Ho abortito a gennaio 2003 all'ospedale San Giovanni di Roma e devo dire che stranamente l'unica persona che mi ha veramente aiutata è stato il caposala di ginecologia, che mi ha trattato con rispetto, gentilezza, dandomi le informazioni necessarie e addirittura telefonando al consultorio per essere sicuro che fosse quello giusto. Sia la ginecologa da cui ero in cura sia l'assistente sociale con cui ho parlato si sono dimostrate molto poco empatiche, per usare un eufemismo. Non si sono peritate di chiedere perché una donna di 37 anni, sposata da poco, avesse preso una decisione del genere. Si sono limitate solo a dirmi che alla mia età forse era l'unica occasione che avevo e di pensarci bene. Fortunatamente, nonostante la paura, sapevo di aver preso la decisione giusta ed ero determinata a portarla avanti, altrimenti mi avrebbero fatto venire un complesso di colpa grande come una casa e mi avrebbero reso la cosa ancora più difficile e dolorosa.
    Sentendo il calvario di tante donne che hanno a che fare con obiettori che le trattano come assassine (vedi i casi in Lombardia) mi ritengo veramente fortunata ad esserne uscita bene e mi cadono le braccia a dover ricominciare lotte che sono state fatte più di trent'anni fa.
    Ma lo ritengo indispensabile, perché è un dovere che abbiamo verso chi ci ha consentito di avere questo diritto e soprattutto per mantenere questo diritto per le generazioni future.