'Le belle donne che hanno fatto l''Italia'

Sapevate che il bacio Perugina lo ha inventato una donna? E che nel 1861 il livello di occupazione femminile era come quello attuale? La mostra al Vittoriano. [Patrizia Briguglio]

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 8 dicembre 2011

Si scoprono dati sorprendenti nel visitare la mostra “Le donne che hanno fatto l’Italia”, al Vittoriano di Roma fino al 20 gennaio. Per esempio, si apprende che nel 1861, al momento dell’unificazione del Paese, il livello di occupazione femminile era identico a quello attuale. Le donne hanno sempre lavorato. Tanto. Ma se ne è sempre parlato e scritto troppo poco. E così la memoria svanisce.

Si deve alla saggezza del Presidente Giorgio Napolitano l’attenzione per il ruolo delle donne nel celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia, fino a questa mostra che conclude il calendario. “Sarebbe interessante rintracciare il contributo femminile”, ha detto il Presidente all’inizio dell’anno, nell’inaugurare le celebrazioni. A volte, basta poco.

Ed eccole queste donne forti, semplici, coraggiose, che hanno contribuito a fare quello che alcuni, con leggerezza, oggi vorrebbero disfare. Nel guardare i tanti volti, noti o sconosciuti, non si può evitare di pensare alle altre, tutte coloro che resteranno per sempre senza un volto, senza un nome, tanto più numerose.

Si parte dalle donne del Risorgimento italiano, e attraverso quadri, foto, oggetti, documenti, si arriva ai giorni nostri. Ci sono la regina Margherita ed Anna Kuliscioff, i premi Nobel Grazia Deledda e Rita Levi Montalcini, ma anche Luisa Spagnoli, che inventò il bacio perugina. Non si può tacere di Maria Montessori, che ha rivoluzionato l’insegnamento nelle scuole, così come di Emanuela Loi, uccisa dalla mafia nel 1992 mentre cercava di proteggere Paolo Borsellino. E’impossibile tracciare una mappa delle emozioni. Nobili o tabacchine, artiste, maestre o mondine, sono le donne che hanno fatto la nostra storia.

Basti un’immagine per tutte: le ventuno donne dell’Assemblea Costituente, ritratte nelle foto tessera pubblicate dalla terza pagina della Domenica del Corriere nel 1948.

Questa mostra, gli incontri, i tanti convegni svolti nel corso di quest’anno devono essere un nuovo punto di partenza nella elaborazione della storia delle donne, non di arrivo. E’ quanto detto da Michela D’Angelo, Ginevra Conti Odorisio, Daria Perocco, Anna Maria Isastia nel corso dell’incontro “L’Unità delle donne. Il loro contributo nel Risorgimento”.

Unanime è la constatazione di quanto le donne si siano sempre impegnate per il bene comune, e quante poche tracce la storia abbia conservato della loro attività. Le donne, archiviste straordinarie della memoria collettiva, hanno sempre fatto la storia. Solo di recente, dopo lunghe lotte, sono riuscite a conquistare il diritto di scriverla e di tramandarla.


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