'L''Espresso, Almanacco 2011: ma le donne dove sono? '

Carrellata sui fatti italiani salienti: dall’addio di Silvio, al voto di Milano, ai referendum. Ma le manifestazioni di Se Non Ora Quando sono sparite. [Alessandra Mancuso]

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 27 dicembre 2011

Vabbé ma allora ditecelo che è stata un’allucinazione collettiva. E diteci che il vostro essere giornalisti maschi vi fa vedere solo la vostra metà di campo. A rischio di commettere gravi strafalcioni giornalistici.
Leggere L’Espresso per credere. Ultimo numero, dorso centrale: ”2011 Protagonisti e avvenimenti di un anno che non dimenticheremo” a cura di Gigi Riva. Tra Napolitano, uomo dell’anno, e “Sei uomini per sei grandi sfide”, la carrellata sui fatti italiani salienti: dall’addio di Silvio, al voto di Milano, ai referendum.

Le manifestazioni di Se Non ora Quando che il 13 febbraio hanno invaso Roma e le città italiane? Zeru Titoli. Sì invece a ricordare i black bloc del 15 ottobre: “Roma Brucia” e persino William e Kate: “Il matrimonio dell’anno”.
Rimozione? Amnesia? Distrazione? Un milione di donne nelle piazze italiane non s’era mai visto, ma non è fatto degno di una fotografia che resti nella memoria di quest’anno. Non per il settimanale progressista L’Espresso.

Controllo anche su Sette del Corriere della Sera. I Fatti del 2011. Mese di Febbario: la grande foto notizia è per gli sbarchi a Lampedusa. Tra i giorni memorabili, c’è anche Domenica 13: “In 230 città donne in piazza per chiedere più rispetto. Slogan contro Berlusconi al grido di “Se Non Ora Quando?” Tre righe. Evento da segnalare. Ma vuoi mettere con quello che campeggia ad Aprile con una foto a tutta pagina? “Kate e William, new style reale. Le nozze dell’allegria”. Taglio popolare, per un magazine cotto e mangiato che non ha pretese di schieramento.

Lascia decisamente allibite L’Espresso: cancellare il ritorno di massa delle donne sulla scena politica italiana, l’evento che ha segnato l’inizio della fine di Berlusconi, beh non è ammissibile per un settimanale che si colloca a sinistra e professa un giornalismo di impegno civile. Quello praticato per una vita, anche all’Espresso, da Giorgio Bocca. Un grande giornalista che ci ha lasciato.

Cari colleghi sono fatti. Quei fatti che fate presto a eliminare se protagoniste sono le donne. Le stesse che vi leggono e vi comprano in edicola. Nessuna autocritica da fare?

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