8 marzo: GiULiA maestra di cerimonie al Quirinale

Ore 11,30 in diretta su Rainews dalla Sala dei Corazzieri: la portavoce di Giulia condurrà la cerimonia alla quale partecipano la ministra Fornero e il Presidente Napolitano.

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 4 marzo 2012



“Lavoro e famiglia: conciliare si può”: è il tema che quest’anno il Quirinale pone al centro della riflessione in occasione della Giornata internazionale della donna.

Un tema centrale nella vita delle donne e delle famiglie, e uno dei principali nodi che l’Italia deve affrontare per riavviare la crescita.

E a condurre la cerimonia nel Salone dei Corazzieri (ore 11.30 in diretta su Rainews), con l’intervento tra l’altro della ministra del Lavoro e delle Pari Opportunità Elsa Foriero e la conclusione del Presidente Giorgio Napolitano, è stata chiamata la portavoce di GIULIA, Alessandra Mancuso: un incarico di grande prestigio di cui siamo onorate, dopo che una delegazione di GiULiA era già stata ricevuta al Colle lo scorso gennaio dai Consiglieri del Capo dello Stato Pasquale Cascella e Giovanna Zincone.


Un riconoscimento al ruolo di promozione svolto dal movimento delle donne che non si limita a GIULIA, ultima nata ma al tempo stesso prima Rete di giornaliste in Italia: nell’ambito della cerimonia sarà infatti presentato anche uno stralcio dell’Atto Unico di Cristina Comencini “Libere” . Un testo teatrale nato all’interno di un gruppo di donne che ha cominciato a riunirsi e scrivere spinte dall’ urgenza di riflettere sul perché, dopo decenni di impegno e battaglie, l’Italia non è ancora un Paese per donne e che è stato alla base della grande mobilitazione del 13 febbraio 2011 Se Non Ora Quando. Un riconoscimento che ci fa particolarmente piacere.



Il tema del lavoro domina le iniziative dell’8 marzo. Anche il Parlamento Europeo dedicherà una sessione a “Salari uguali per lavori di eguale valore” per valutare l’impatto di misure tese a ridurre il divario salariale di genere. Dibattito aperto dal Presidente Martin Schulz e preceduto, il 7 marzo, da un seminario per giornalisti che presenterà i risultati del sondaggio di Eurobarometro “Ineguaglianza di genere in Europa”.



In Italia lo svantaggio economico delle donne è a livelli di guardia: con un tasso di occupazione femminile al 46,2% siamo agli ultimi posti in Europa. E uno dei principali motivi è proprio la mancanza di adeguate politiche di conciliazione e di welfare: una donna su tre lascia il lavoro per dedicarsi alla famiglia e, dice il Cnel, tra le donne in età compresa tra i 25 e i 45 anni , dopo la nascita di un bambino il tasso di occupazione femminile passa bruscamente dal 63 a 50% per scendere ancora dopo la nascita del secondo figlio. Conciliazione ma anche condivisione tra i partner del lavoro domestico e di cura: in Italia, il 76% del lavoro familiare, sia di tipo domestico che di cura, è fatto ancora dalle donne. E poi la precarietà diffusa, la pratica barbara delle lettere di dimissioni in bianco e le discriminazioni ancora estese relative alla maternità che hanno visto di recente anche la denuncia e l’iniziativa di GIULIA.



Lavoro dunque ma anche violenza sulle donne, democrazia paritaria e rappresentazione dell’immagine delle donne nei media: una marea di inziative, spettacoli, convegni che riflettono l’agenda del movimento delle donne e i campi del nostro impegno affinchè l’Italia cominci almeno ad assomigliare a un Paese per donne.