'Emmegipì, una direttrice tra Sturmtruppen e l''Uomo ragno'

'La giornalista Maria Grazia Perini, considerata la madrina italiana dei supereroi a fumetti, è morta ieri a Triuggio (Milano). Ha diretto, tra l''altro, il Corriere dei Piccoli.'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 12 marzo 2012
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La giornalista Maria Grazia Perini, considerata la "madrina" italiana dei supereroi a fumetti creati da Stan Lee, è morta ieri a Triuggio (Milano), dopo una lunga malattia, all''età di 61 anni.

Perini ha diretto il "Corriere dei Piccoli", "Snoopy", "Quattrozampe", "Eureka" e le collane Rizzoli Junior e Milano Libri.

Si fece conoscere come coordinatrice di tutte le testate Marvel edite dalla Editoriale Corno, dove entrò nel 1968. E'' stata lei a pubblicare e a tradurre centinaia di fumetti (tra i quali l''Uomo Ragno, I Fantastici Quattro, Devil, Thor) e a battezzare in italiano personaggi come la Donna Invisibile, la Torcia Umana e il Dottor Destino.



Per ricordarla, pubblichiamo una sua recente intervista, realizzata da Polo Motta lo scorso dicembre per "Conversazioni sul fumetto":



[b]Quale è stato il tuo primo approccio col fumetto?
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Nel 1968, rispondendo a un annuncio sul “Corriere della Sera”, in cui la Editoriale Corno cercava un redattore/redattrice in vista di un ampliamento dell’attività editoriale.


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-Com’era lavorare alla Corno?[/b]


All’inizio è stato un po’ uno shock... gli unici fumetti che avevo letto in vita mia erano stati “Topolino” e “Corriere dei Piccoli”…e quando mi ritrovai tra le mani “Kriminal” e “Satanik”, beh…fu un colpo allo stomaco... da cui mi ripresi però subito, quando vidi “Eureka” e il resto della produzione... i primi passi di Alan Ford….insomma, una esperienza esaltante, soprattutto grazie a Andrea Corno, un Editore unico nel suo genere…che lasciava “liberi” i suoi collaboratori di esprimere la loro creatività.



[b]-Tu sei stata una grande amica di Magnus, com’era lavorare con lui?[/b]


Lavorare? Con lui era un “gioco continuo”..una gag dopo l’altra..si rideva, scherzava…ogni tanto aveva brevissimi momenti di malinconia una malinconia che veniva da lontano…ma poi si riprendeva subito…era un vero uomo di cultura, molto intelligente.,non faceva sfoggio di frasi fatte…un genio…un amico che continua a mancarmi moltissimo…


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-In quel periodo sei stata impegnata su Eureka. A quali personaggi e strisce ti sentivi o ti senti più legata?[/b]


- Di “Eureka” sono stata dapprima “capo redattore” e poi “direttore responsabile”: un’avventura davvero entusiasmante!!! Facile dire quali sono stati i personaggi e le strisce a me più cari: innanzitutto “Andy Capp”, di cui ero anche la traduttrice ufficiale, “Colt”. “Gummer Street”, “Sturmtruppen”, “Lupo Alberto”, ”Maxmagnus”, solo per citarne alcuni….è che per un verso o per l’altro, ognuno ha avuto un significato particolare per le sue caratteristiche.



[b]-Hai curato in pratica tutte le testate dei supereroi “Marvel” come pensi sia cambiato questo genere da allora ad oggi?[/b]


Innanzitutto è cambiato il target di riferimento: l’età media dei lettori si è alzata di parecchio e di conseguenza le storie sono più “mature”, il linguaggio è profondamente cambiato, mutuandosi di fatto con quello cinematografico e televisivo. E, anche dal punto di vista grafico, direi che non esiste più uno stile “Marvel”, ogni disegnatore è un universo a sé.



[b]-Il “Corriere della Paura” è stata in pratica la seconda rivista in Italia, dopo “Horror” della Sansoni, a concentrarsi sul fumetto dell’orrore. C’erano molti personaggi interessanti, da Morbius il Vampiro Vivente allo zombie Simon Garth, da Dracula a Man-Thing. Cosa puoi dirci di questa tua esperienza?[/b]


Ancora una volta…ESALTANTE! La “mia” trovata, se così vogliamo chiamarla, fu di rivolgermi in primis a un pubblico di ragazzini (la sigla CdP era quella del mitico “Corriere dei Piccoli” a cui io feci il verso con il mio CdP, “Corriere della Paura”), proprio per esorcizzare le loro paura e l’esperimento di fatto si rivelò più che positivo. Certo, c’era anche una parte di pubblico più adulto che, oltre ai fumetti, apprezzava i pezzi di Cesare Medail, un vero e proprio studioso dell’occulto…


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-Poi c’è stato il passaggio alla Rizzoli. Hai avuto modo di lavorare su “Snoopy” e sul “Corriere dei Piccoli”. Quali erano le differenze tra queste due testate?[/b]


Beh, innanzitutto sono entrata in Rizzoli come “direttore editoriale” della nascente “Rizzoli Junior” e del settore libri della Milano Libro, in seguito mi vennero affidate le direzione responsabili prima di “Snoopy” e poco dopo anche del”Corriere dei Piccoli”: Le differenze tra le due testate?
Macroscopiche! Intanto il primo era un mensile e il secondo un settimanale, immaginiamoci quindi la mole di lavoro e con due redazioni davvero “risicate”! Poi con “Snoopy” c’erano vincoli, spesso quasi invalicabili con i detentori dei diritti americani che controllavano riga per riga tutta la parte redazionale spesso censurando senza tenere in considerazione che il pubblico italiano aveva gusti e esigenze differenti da quello americano. Con il “Corriere dei Piccoli” era tutta un’altra cosa!



[b]-Sul “Corriere dei Piccoli” c’era una specie di feedback tra la tua vita reale e i fumetti che pubblicavate, penso alla “Banda Quattrotti”, a “Gino e l’etologia”, con protagonisti i tuoi cani e il tuo gatto, penso ancora alla
“Pazza Redazione” con protagonisti tu e i tuoi redattori. Da dove venivano queste idee? Forse la “Pazza Redazione” deriva da quello che aveva fatto Castelli con “Tilt” sul “Corriere dei Ragazzi”?[/b]


Tra me, la redazione e i piccoli lettori si era stabilito un rapporto “specialissimo” (che continua tuttora su Facebook!!), per cui le serie citate sono nate quasi “spontaneamente”, una sorta di continuità tra la vita reale e la vita immaginifica…senza nulla togliere a Castelli, l’idea della “Pazza”, fu sostanzialmente dell’amico Dario Pennati a cui va il mio accorato ricordo…


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-Il “Corriere dei Piccoli” divenne “Corrierino”. C’erano molti autori notevoli come Cinzia Ghigliano, Fabio Visintin, Altan, Sergio Frigerio e tanti altri..cosa non ha funzionato?[/b]


Divenne il “Corrierino” perché così era sempre stato chiamato dai lettori e, a tale trasformazione, abbinammo anche una revisione grafica davvero molto originale. Cosa non funzionò? Direi nulla…di fatto la Rizzoli non era più di tanto interessata al genere “ragazzi” (non fece mai, infatti, notevoli investimenti né su Snoopy né sul Corrierino) e quando la Egmont si fece avanti per acquistare la testata credo che da parte dell’Editore non ci fu stato nemmeno un secondo di ripensamento…Cedere il “Corrierino” alla Egmont e decretarne la morte fu, purtroppo, la stessa cosa….



[b]-E oggi cosa fa Maria Grazia Perini? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?[/b]


Una miriade….ma non sto certo a dirli!!!!!!

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