'Landesmutter, l''altro volto di donna della Germania'

La madre del Popolo: così hanno soprannominato Hannelore Kraft, che non vuol lasciare nessuno indietro. E la Merkel commenta: sconfitta dolorosa. [Claudia Stamerra]

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 14 maggio 2012


“E´stata dura, é stata faticosa. Ma abbiamo fatto la scelta giusta, abbiamo messo le persone al primo posto, anche in campagna elettorale”. Una frase simbolo quella di Hannelore Kraft, che sorride davanti alle telecamere a Düsserldorf subito dopo la vittoria nel Nord-Reno Westfalia. Una vittoria schiacciante per la SPD, il partito socialdemocratico tedesco, che dopo 12 anni torna ad essere il primo in una regione chiave della Germania e arriva a toccare, da solo, il 39 per cento. I Verdi sono al seguito, con il 12 per cento. Impietosi gli istogrammi sui risultati della CDU di Angela Merkel, che, in picchiata, scende al 24 per cento.



Milioni di tedeschi che vivono nel Land piú densamente popolato - e uno dei piú produttivi - della confederazione, ritenuto un banco di prova essenziale per le elezioni generali, hanno detto sí ad una donna che non ha mai fatto mistero del proprio approccio semplice, mai indifferente o supponente. Famiglia, bambini, istruzione, sviluppo, questi i cavalli di battaglia della sua campagna, condotta con modi gentili ma fermi. E cuore. Cuore per la regione. “Non abbandoneremo nessun bambino”, tra i suoi propositi elettorali. Una linea dominata da stabilitá e sensibilitá. “Landesmutter”, l´hanno soprannominata subito i media, “madre del Popolo”. E´cosí Kraft, cinquantenne di Mühlheim nel distretto della Ruhr, consulente aziendale, nata in una famiglia modesta, un marito sempre al suo fianco, un figlio e un cursus honorum che prende il via verso la metá degli anni ´90 non solo si riconferma alla guida del governo del Land ma potrebbe proiettarsi a Berlino, correre per il Cancellierato alle prossime elezioni, nel 2013.



Lei non rivela alcun desiderio brandeburghese. Glissa. Per ora sembra aver in mente solo la regione, ed il partito “il lavoro comincia da qui, abbiamo raggiunto il nostro scopo, una SPD piú forte” ha detto in una delle numerissime interviste a caldo, rispondendo a chi la immagina giá nella capitale al posto di Merkel. Ma, aggiunge in merito alla vittoria, “é un chiaro segnale per Berlino”.



Che Kraft potesse mettere in difficoltá l´attuale canceliera, giá sofferente sul piano del consenso generale anche a causa della politica di ossessivo rigorismo in materia di conti pubblici europei minacciati dalla crisi, non poteva essere dato del tutto per scontato. Certo é che Norbert Rötgen, candidato di punta e pupillo di Angela Merkel non é apparso esente da contraddizioni politicamente fatali. Tra i temi ricorrenti del perdente, che si é attribuito la disfatta tout court “é una mia sconfitta personale”, ha commentato, il continuo appello al rigore e al risparmio. Un richiamo piuttosto dissonante rispetto alla prospettiva di crescita piú volte invocata, soprattutto nel settore dell´energia. Una contraddizione in termini, ha sottolineato la prestigiosa Frankfurter Allgemeine Zeitung, visto che con la crescita l´austerity lacrime e sangue ha normalmente ben poco a che fare. “Il governo Merkel é un colosso dai piedi d´argilla”, ha colpito a freddo il quotidiano di Francoforte.



Kraft, per contro, reagisce con una certa serenitá al quesito sull´economia, quello che oggi fa piú che mai fa tremare l´Europa. Apparsa per nulla spaventata dai timori ancestrali dell´elettorato in materia di inflazione, punta su una linea ragionata, meno intransigente, tesa verso sviluppo economico necessario ed equitá sociale. E giá stabilisce un chiaro modello di riferimento politico per la corsa elettorale del 2013, che con tutta probabilitá non sará disatteso. Forse, la maratona di Hannelore Kraft verso il Reichstag é appena iniziata.