'L''Asia frena il talento delle donne'

'Una ricerca McKinsey boccia il modello di sviluppo dei Paesi asiatici, incapaci di promuovere le intelligenze femminili. L''Australia paese guida. Di [Claudia Stamerra]'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 12 luglio 2012

Il talento femminile c´é, ma a livello manageriale é scarsamente rappresentato anche in Asia. L´ultima ricerca prodotta da McKinsey, multinazionale delle consulenze, é piuttosto chiaro sul tema della leadership delle donne nelle aziende dell´estremo oriente: professioniste di ottimo livello, la cui presenza ai vertici é peró rarefatta. E` dal 2007 che McKinsey é impegnata nella ricerca di genere. Una necessità nata dall´osservazione che le società guidate da donne ottengono il piú delle volte risultati eccellenti.


E “Women matter: an Asian perspective”, é uno studio sintetico firmato da tre ricercatrici di punta della società, la svizzera Süssmuth-Dyckerhoff e le cinesi Jim Wang e Josephine Cheng, basato su dati prelevati nell´ultimo quinquennio in merito a circa 800 società quotate in dieci borse asiatiche, comprese novanta società cinesi. Lo scopo era quello di analizzare la composizione di genere delle piattaforme dirigenziali. Il risultato parla di una presenza femminile tutta da costruire. Infatti, se piú della metà dei laureati sono donne, poche riescono a scalare anche solo le posizioni di quadro, senza nemmeno menzionare le postazioni al top. Eppure la richiesta di forza lavoro ad alta competenza intellettuale e tecnica sui movimentati mercati del lavoro asiatici é alta. La domanda di talento cresce e le donne potrebbero essere la chiave di volta dell´architettura produttiva. Lo studio getta una luce sulla necessitá di ripensare la diversità di genere, anche nei paesi del sol levante, come una “priorità aziendale”.


A tutt´oggi, impegnate in programmi di promozione destinati a rinforzare la presenza delle donne dei board, solo il 12 per cento delle società, dove, sempre secondo il rapporto, esiste comunque anche una politica delle assunzioni di lavoratrici piuttosto fallimentare.


La riflessione lascia aperte molte questioni cardine rispetto alla crescita. Ad ovest come ad est, le aziende traggono beneficio dalla “diversità di guida che le donne apportano al lavoro”, annotano le autrici, che ricordano la complementaritá d´azione e uno stile proprio, come la capacitá di motivare lo staff, di cooperare con facilità, di innovare. Sottodimensionata nel continente asiatico (6 per cento), le donne al timone non raggiungono numeri significativi nemmeno negli Stati Uniti e in parte dell´Europa. La presenza femminile nei consigli di amministrazione sfiora la media europea (17 per cento) in paesi considerati avanzati come Germania e Regno Unito, mentre la rappresentanza nel corpo dirigente (10 per cento) é di qualche punto al di sotto del tasso medio in Francia e di alcuni punti in Germania. Esempi virtuosi in occidente ed oriente sono Svezia e Norvegia, in cui la partecipazione femminile al management é elevato, e Singapore. L´Italia si trova in entrambi in casi agli ultimi posti.


L´Asia racchiude un vasto universo culturale, ma la conclusione é che i freni che bloccano la corsa asiatica sono in buona misura analoghi a quelli che arrrestano le europee. Come il doppio lavoro a casa e in ufficio, con la donna epicentro della cura parentale e familiare, a cui fa da corollario la carenza di servizi sociali di sostegno e cura, la richiesta di lavorare sempre e comunque su modelli di produzione altamente globalizzati, gli inferiori livelli di ambizione rispetto agli uomini. Resta ferma l´esigenza di costruire modelli condivisi di promozione e compartecipazione di genere. Pena la crescita.


L´Australia, che ha dato risultati sorprendenti sotto questo profilo ha utilizzato al meglio tali programmi. È del 2010 la linea guida che prevede, per le donne, una quota del 40 per cento dei posti di consigliere di amministrazione e top manager delle aziende pubbliche.

I progetti di successo fanno leva sulla flessibilitá di orario, sui congedi parentali, sulle valutazioni dei risultati integrate con riguardo all´assunzione delle donne. Si cerca di facilitare l´aggregazione femminile, la presenza di modelli guida, i programmi di inserimento e formazione. I benefici non si sono fatti attendere, e oggi il paese é nell´emisfero australe, una luce guida.