Assisi, il sindaco che non trova le donne

'L''intervento del Tar, le proteste delle associazioni, ma per il sindaco della citta della Pace non ci sono donne adatte ad essere aspiranti assessore.'

Stop violenza

Stop violenza

Redazione 4 agosto 2012
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Come risponde a chi lo accusa di essere misogino?


"Con una querela".


Questo un mese fa, quando il sindaco di Assisi, sindaco di una giunta senza donne, rispondeva all''intervista di Valentina Valente per Metro. Il Tar si era già espresso ma secondo Claudio Ricci, sindaco del centrodestra del “Comune della pace”, “non ha ritenuto illegittima la mancata nomina di un componente di sesso femminile ma ha solo sancito che la mancata nomina deve essere motivata mediante l’illustrazione delle ragioni e delle modalità che hanno condotto a siffatta scelta”. Anzi, annunciava che il caso si sarebbe risolto a giorni: perché, diceva Ricci, non ne aveva trovate di “adatte”.


Ma ha persino fatto delle “selezioni” tra le aspiranti assessori – insisteva Valente -. Come è andata?



“Ho preferito sentire per prime le donne candidate alle elezioni del 2011, ma nessuna di loro era immediatamente operativa né poteva vantare una solida esperienza politica. L’unica che ho ritenuto adatta al ruolo è l’attuale presidente del consiglio comunale che però ha preferito mantenere il suo ruolo di presidente”.



Un mese dopo... non è cambiato nulla: e l''associazione Gylania parte all''attacco, forte anche della decisione del sindaco di Cascia di fare un “rimpasto di genere” in giunta, senza attendere il Tar.
“Appare ancora più sfrontato e arrogante l’arroccamento del sindaco di Assisi Claudio Ricci sul tema – dice una nota dell''associazione -. La sua perseveranza non fa che confermare una preoccupante insensibilità nei confronti di un tema che ha a che fare, oltre che con i diritti delle donne, con la coscienza civile del nostro Paese e mette in evidenza la non consapevolezza di essere venuti meno a un obbligo di legge sulla parità di genere. Ed è ancora più triste che un fatto del genere si verifichi nella città della pace e dei diritti.
E’ chiaro, dunque, che se il primo cittadino continuerà a non tenere in considerazione il parere del Tribunale amministrativo che, di fatto, bolla come illegittima la sua giunta, saremo costrette a proseguire con ogni mezzo la nostra battaglia legale per il rispetto della Costituzione”.



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