'Londra, riscatto d''oro di Kayla abusata dal coach'

Harrison, 22enne judoka americana, molestata da quando ne aveva 8, dopo anni di incubi ha denunciato il suo allenatore Daniel Doyle, ora in carcere

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 7 agosto 2012
'Londra, 6 ago - [b]Un oro per tornare alla vita.[/b] Il gradino piu'' alto del podio conquistato da Kayla Harrison, la judoka americana prima a Londra nella categoria 78 kg, e'' una montagna scalata negli anni: prima di arrivarci l''atleta ha dovuto lottare e sconfiggere gli incubi di un passato triste e doloroso. La 22enne dell''Ohio da bambina e'' stata molestata dal suo allenatore: un trauma che l''aveva portata a un passo dal suicidio. Poi la forza, trovata anche nello sport, per denunciare il mostro. L''uomo, Daniel Doyle, sta ora scontando una pena a 10 anni di prigione. Ed il ragazzo al quale lei aveva confessato il tormento in cui si trovava, Aaron Handy, anche lui un judoka, e'' ora il suo fidanzato.


[b]Kayla Harrison[/b], che per conquistare il primo oro degli Usa nel judo ha dovuto superare la padrona di casa britannica, Gemma Gibbons - anche lei con un passato difficile, con la madre morta di leucemia alla quale aveva dedicato la sua vittoria precedente - ha iniziato a praticare lo sport a sei anni. A otto l''incontro con il suo molestatore, che all''epoca aveva 24 anni. ''''Daniel era uno degli amici di mia mamma, ha fatto da babysitter a me, a mio fratello e a mia sorella e veniva ai barbecue di famiglia'''' ha raccontato la judoka, aggiungendo: ''''E'' stato devastante. Quando ero giovane, mi diceva: ''Dobbiamo tenerci per noi tutto questo o finiremo nei guai'' e ad essere onesta, mi aveva fatto il lavaggio del cervello. Crescendo, sapevo che era sbagliato, ma lo amavo e credevo che lui amasse me''''. E ha proseguito: ''''Durante quegli anni ero distrutta dal punto di vista emozionale, gravemente depressa, con tendenze suicide. Odiavo la mia vita. Ma poi, sono arrivata al punto di non poterne piu''''''. E'' stato allora che ha confessato a Handy quello che le era accaduto e il compagno di judo l''ha riferito alla madre, che sconvolta, e'' andata alla polizia. Ora, Harrison guarda indietro alla sua esperienza: ora si sente ''''piu'' forte e piu'' sicura''''. Sono certa, ha aggiunto, ''''che non ci puo'' essere nient''altro nella mia vita che puo'' essere piu'' duro di quello''''. Adesso e'' campionessa olimpica, l''oro della sua rinascita.'