Scienza & carriera, i pregiudizi contro le donne

'Poche e pagate meno. Uno studio realizzato all''università statunitense di Yale smaschera anche qui la discriminazione. Sono i preconcetti ad orientare chi legge i curricula '

Stop violenza

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Redazione 25 settembre 2012
'Roma, 25 set - Altro che [i]l''altra metà del cielo[/i], persino nella Scienza, dove merito e oggettivita'' dovrebbero dominare, [b]le donne sono vittime di un "pregiudizio strisciante" [/b]che rende molto piu'' difficile avanzare nella carriera. A dimostrarlo, oltre alle cifre statistiche, anche uno studio pubblicato dala rivista Pnas, che smaschera la discriminazione in modo appunto [i]scientifico[/i].



Lo studio coordinato da Jo Handelsman dell''universita'' statunitense di Yale e'' stato condotto inviando a 127 docenti di facoltà di biologia, fisica e chimica lo stesso curriculum per una richiesta di lavoro da direttore di laboratorio, in meta'' dei casi con un nome maschile e nell''altra con un nome femminile. Analizzando i giudizi [b]e'' emerso chiaramente un pregiudizio[/b], che e'' rimasto anche quando a valutare erano donne: se i curricula con nome maschile in media hanno avuto un voto pari a 4 su 5 per la competenza, gli altri si sono fermati a 3,2. Analogamente la [i]assumibilità[/i] delle candidate e dei candidati ha avuto un giudizio medio di 3,8 per i maschi e 2,9 per le femmine, mentre l''inclinazione dei professori a fare da mentore ha avuto un lusinghiero 4,7 su 5 per gli uomini ma solo 4 per le donne.



[b]Anche dal punto di vista del salario[/b] di ingresso dopo una eventuale assunzione, gli uomini avrebbero ricevuto 4mila dollari l''anno in piu'' rispetto alle colleghe. Il risultato non stupisce le ricercatrici italiane: "E'' una situazione che conosciamo bene - afferma [b]Cristina Mangia, presidente di Donne e Scienza[/b] - quando entra in gioco la discrezionalita'' la carriera si inceppa". I numeri della ricerca italiana sembrano dare ragione allo studio: secondo l''[b]Annuario Scienza e Societa''[/b] nel 2010 meno di un professore su 10 era donna, e se ormai il 60% dei laureati in materie scientifiche appartiene al genere femminile, la cifra si abbassa al 44% nei primi step della carriera universitaria, per diventare il 18% in quelli successivi.



[b]Anche in Europa non va molto meglio[/b], con cifre simili trovate dall''ultimo rapporto della Commissione Ue: "Credo che le differenze siano dovute più che altro al fatto che serve più tempo per arrivare ai livelli alti della carriera, e le donne sono arrivate tardi alle materie scientifiche - commenta pero'' il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone - anche se si guarda ai rettori c''e'' una disparità, ma credo che la situazione si andra'' riequilibrando". Un po'' piu'' di pessimismo c''e'' pero'' anche in chi ce l''ha fatta, come Lucia Votano, che dirige i laboratori del Gran Sasso dell''Infn: "Non posso certo dire di essere stata discriminata - afferma - ma una mentalita'' nascosta, diciamo inconscia, c''e''. Alle donne si chiede sempre un po'' di piu''".

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