Stop al femminicidio. "Non è un fatto privato"

Ogni due giorni una donna viene uccisa dal fidanzato, marito, compagno. GiULia, Udi e Telefono Rosa, nella Convenzione No More! chiedono incontro urgente a Monti

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 4 novembre 2012
'Roma, 3 nov - Fermare il femminicidio in Italia. E'' questo l''obiettivo della [b]Convenzione nazionale contro la violenza maschile sulle donne[/b], promossa da un cartello di associazioni di donne e realta'' della societa'' civile che condividono da tempo "un forte impegno per contrastare, prevenire e sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne e sui diritti umani". E che aderiscono a una "proposta politica unitaria, aperta all''adesione di altre realta'' nazionali, locali e a singole persone, per richiamare le Istituzioni alla loro responsabilita'' e agli atti dovuti, per ricordare che tra le priorita'' dell''agenda politica, la protezione della vita e della liberta'' delle donne non puo'' essere dimenticata e disattesa". La convenzione e'' promossa da: Udi Nazionale (Unione donne in Italia), Casa Internazionale delle Donne, [b]GiULiA (Giornaliste unite, autonome, libere[/b]), Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa onlus, D.i.Re (Donne contro la violenza), Piattaforma Cedaw, Fondazione Pangea onlus, Giuristi Democratici, Be Free, Differenza Donna, Le Nove, Arcs-Arci, ActionAid, Fratelli dell''Uomo. "Chiediamo un incontro con il presidente Monti per un confronto di merito sul tema della violenza sulle donne in Italia'''' afferma [b]Vittoria Tola, Responsabile dell''Udi [/b]nazionale ''''con 105 donne ammazzate dall''inizio dell''anno, tra cui molte giovanissime, il governo italiano non puo'' piu'' fare finta che il problema non esista. Chiediamo di discutere insieme al presidente Monti, alle sue ministre e ai suoi ministri quali azioni politiche e istituzionali intende assumere per prevenire e contrastare il fenomeno e per adempiere alle relative raccomandazioni delle Nazioni Unite", prosegue Tola. ''''Da oggi lanciamo una serie di mobilitazioni in tutta Italia a sostegno della convenzione con lo scopo di sensibilizzare tutto il Paese sul tema del femminicidio''''. Per rafforzare l''impegno contro il femminicidio in Italia, [b]il coordinamento lancia un appello[/b] alle realta'' nazionali e locali delle donne, e alle singole persone, affinche'' aderiscano o sottoscrivano questa proposta politica. ''''Le Istituzioni devono intervenire su alcune mancanze strutturali che in Italia da sempre non consentono di prevenire e contrastare efficacemente la violenza sulle donne, il femminicidio - afferma [b]Francesca Koch, presidente della Casa Internazionale delle donne[/b] - come la formazione adeguata delle Forze dell''Ordine e dei presidi sanitari, medici, personale infermieristico. I presidi sanitari pubblici piu'' avanzati ad oggi rimangono i consultori, continuamente esposti al rischio di chiusura per il taglio dei finanziamenti pubblici. Chiediamo inoltre al presidente Monti e ai ministri competenti - aggiunge - azioni per una educazione affettiva e sessuale nelle scuole ed una efficace revisione del Piano nazionale contro la violenza''''. La Convenzione promuove da qui al 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, [b]una serie di incontri e mobilitazioni[/b]; invita le Istituzioni nazionali e locali ad un confronto aperto e a porre in essere politiche adeguate e rispettose della dignita'' e dei diritti delle donne. E afferma che "la violenza maschile sulle donne non e'' una questione privata ma politica ed e'' un fenomeno di pericolosita'' sociale per donne e uomini, bambine e bambini". Chiede, inoltre, "che in caso di separazione e affido dei minori, nei casi di violenza domestica sulle donne e/o sui figli la legge vieti l''affido condiviso e venga applicato come prassi l''affido esclusivo al genitore non violento. Chiede che sia [b]vietato l''utilizzo della sindrome di alienazione parentale (Pas)[/b] in ambito processuale ed extraprocessuale". L''Italia - ricordano le promotrici dell''iniziativa - e'' l''unico Paese in Europa in cui manca un Osservatorio con una rilevazione dei dati sistematica, integrata e omogenea in materia di violenza sulle donne.


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PRIMARIE PD, LAURA PUPPATO ADERISCE A CONVENZIONE NO MORE![/b] Laura Puppato, candidata alle primarie del centrosinistra, sottoscrive in pieno la convenzione No More! contro la violenza e il femminicidio, scaturita dal lavoro di moltissime realta'' associative femminili italiane. Nel suo programma Laura Puppato mette come prioritaria ''''la sensibilizzazione e la prevenzione della violenza di genere, la tutela delle vittime di violenza, soprattutto donne vista la terribile statistica di femminicidi che negli ultimi mesi ha portato l''Italia assumere una posizione di triste rilevanza''''. Da qui l''adesione, piena, alla campagna No More! e l''appoggio al gruppo di lavoro che nelle prossime settimane si attivera'' per la sensibilizzazione al tema e che vedra'' in Laura Puppato una sostenitrice e portavoce.



[b]AMNESTY INTERNATIONAL E SE NON ORA QUANDO, SIGLATO UN ACCORDO.[/b] ''Amnesty International Italia e Se non ora quando hanno siglato oggi l''inizio d''una collaborazione per rafforzare la lotta contro la violenza sulle donne, in Italia così come nei paesi del Medio Oriente e dell''Africa del Nord. Amnesty International svolge costantemente azioni contro la violenza sessuale ed altre violazioni dei diritti umani fondamentali delle donne, sia che esse avvengano nel corso di conflitti armati, in ambito familiare e domestico o nel contesto della repressione dei governi o degli attacchi dei gruppi armati di opposizione contro le attiviste per i diritti umani. Al centro dell''azione di Amnesty International c''è attualmente la tutela delle donne nei paesi del Medio Oriente e dell''Africa del Nord in cui nel 2011 sono iniziate le rivolte. "Nel mondo, la violenza contro le donne è dolorosa cronaca quotidiana. Nessuna donna può sentirsi al riparo dalla violenza quando viene attaccata perché lotta per la libertà o quando subisce violenza da coloro che sono nel cerchio più ristretto delle relazioni private e familiari", ha dichiarato [b]Christine Weise, presidente di Amnesty International Italia[/b]. "Le donne sono in pericolo nelle piazze e nelle strade teatro delle ''primavere'' nordafricane, oggi sempre più trasformate in violenti assembramenti di uomini". Se Non Ora Quando impegnata da mesi nella campagna contro il femminicidio ''''Mai più complici'''', come ha già fatto con la grande manifestazione del 13 febbraio, chiede agli uomini, in un appello che ha raccolto migliaia di firme, "di camminare e mobilitarsi con le donne per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a questi crimini. Sappiamo che non ci sono il raptus e la follia dietro questi gesti, come ha confermato il rapporto Onu. La violenza si presenta in queste forme e con questi numeri quando il sistema e la cultura la tollerano". Amnesty International Italia e Se non ora quando "vogliono contribuire a creare uno spazio comune di azione e mobilitazione che rafforzi, in Italia, l''affermazione dei diritti delle donne. Uno spazio comune, per un problema comune e soprattutto estremamente grave". In questo quadro, Amnesty International Italia ha espresso grande apprezzamento per l''iniziativa promossa da Se non ora quando, che vedrà la nazionale di calcio italiana scendere in campo il 14 novembre contro la violenza sulle donne. Se non ora quando ha annunciato pieno appoggio all''iniziativa "Io sono la voce" di Amnesty International Italia, dal 29 ottobre al 25 novembre.


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VIOLENZA SU DONNE: PARLAMENTARI E ASSOCIAZIONI, FERMARE IL FEMMINICIDIO.[/b] Ogni due giorni una donna viene uccisa dal marito, compagno, fidanzato. Dall''inizio dell''anno sono state 105 le vittime, un triste bilancio che rischia di aumentare fino alla fine dell''anno. La ministra del Lavoro con delega alle Pari Opportunità Elsa Fornero ha promesso tempi brevi sulla ratifica della Convenzione sulla violenza sulle donne e domestica, messa a punto a Istanbul nel maggio 2011. Una ratifica che - dopo la morte, a Palermo, della studentessa uccisa venerdi'' scorso dall''ex fidanzato della sorella - in molti tornano a chiedere. "Ad oggi gli strumenti che abbiamo si sono rivelati insufficienti" denuncia [b]la senatrice Giuliana Carlino dell''Italia dei Valori [/b]che aggiunge: "La ratifica della convenzione di Istanbul, sulla quale mi sono impegnata molto e per la quale siamo uno degli ultimi paesi firmatari, tiene conto di tre pilastri essenziali: si comincia con la prevenzione e quindi l''educazione gia'' dalla scuola materna, la protezione delle vittime, ma quella vera non come da noi dove ci sono le denunce per stalking ma poi le donne non vengono protette, e si prosegue con la condanna e la pena per i colpevoli che una volta messi in galera non devono piu'' uscire. Quindi inasprimento delle pene anche con programmi di aiuto di questi uomini che a volte sono malati". "Siamo di fronte ad una discriminazione e ad una violazione dei diritti umani - prosegue - Dobbiamo educare i giovani e non solo con programmi ad hoc di sensibilizzazione al rispetto delle donne e quindi dell''altro sesso. Non e'' possibile che con la scusa della gelosia si possa uccidere una donna". E proprio sullo stalking, la senatrice cita i dati delle morti registrate fra gennaio a giugno: "su 74 donne uccise, il 13% aveva chiesto aiuto per stalking. Avevano quindi fatto le dovute denunce ma nonostante tutto sono state ammazzate". "Bisogna che l''Italia - ammonisce ancora Carlino - affronti il fenomeno con leggi piu'' dure, anche prevedendo l''ergastolo. Non possiamo continuare cosi''. Il diritto alla vita e'' sacro e va difeso". Dello stesso avviso [b]la presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Moscatelli[/b], che definisce il fenomeno un''emergenza sociale "da affrontare alle radici. Dobbiamo pensare ad un progetto di lungo respiro - sostiene - nel quale insegnare, sin dalla piu'' tenera eta'', ai bambini il rispetto reciproco e la perfetta parita'' tra i due sessi". Ecco perche'', Telefono Rosa, "insieme con la senatrice del Pd Anna Serafini sta lavorando a un disegno di legge sul femminicidio, che dovremo discutere insieme alle altre associazioni", spiega Moscatelli. "Un disegno di legge che non si fermera'' alle pene ma traccera'' un percorso piu'' ampio che parta dall''educazione primaria ai bambini e alle famiglie".



Di diverso parere e'' [b]la parlamentare del Pdl, Alessandra Mussolini[/b], presidente della Commissione Infanzia, secondo la quale "possiamo ratificare tutto quello che vogliamo, cosi'' come e'' stato fatto per le convenzioni sui diritti dei minori ma se poi non vengono applicate diventano inutili". Mussolini chiede dunque: "meno ratifiche e piu'' applicazione delle leggi gia'' in vigore. Inutile fare demagogia con tutte queste normative se poi le donne vengono continuamente stuprate e ammazzate". "Le leggi ci sono - prosegue la parlamentare - ma evidentemente manca il coordinamento e la loro applicazione, anche a livello giudiziario: e lo dimostra il fatto che i responsabili non vanno in galera e se ci vanno rimangono poco dietro le sbarre, poi escono e si vendicano uccidendo le loro vittime". In sintesi, secondo Alessandra Mussolini, "serve piu'' velocita'' nell''applicazione della legge, meno burocrazia e piu'' controlli sui ''persecutori''". Da qui la proposta della parlamentare: "applicare loro un braccialetto elettronico per evitare che si avvicinino nell''area del lavoro o dell''abitazione della vittima. Non possono stare a piede libero, non funziona". I braccialetti "sono stati gia'' acquistati, con una notevole spesa - ricorda - dunque perche'' non usarli per gli stalker, cosi'' da tenerli sempre sotto controllo e verificare ogni loro spostamento". In questo modo "scongiureremmo tanti rischi", conclude.

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