Paola Ciccioli reintegrata a Panorama

'In una mail interna aveva scritto del direttore Mulé: "Quest''uomo, per così dire, non conosce la vergogna". Il giudice ha giudicato illegittimo il licenziamento.'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 10 gennaio 2013
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"Il giudice del lavoro di Milano ha dichiarato illegittimo il mio licenziamento in tronco da Panorama, chiesto e prontamente ottenuto da Giorgio Mulè perché in una mail interna avevo scritto di lui: "Quest''uomo, per così dire, non conosce la vergogna". E'' passato un anno da quella mail e questi 12 mesi mi sono serviti per elaborare e prendere molte, serie e doverose decisioni.
Da quando, quasi trent''anni fa, ho scelto con tutta la passione di cui sono capace questa professione, non mi sono mai macchiata di una sola scorrettezza. Ma sotto i miei occhi è passato di tutto. Dall''interno, da dipendente della Mondadori, ho cercato di rimarcare quello che ritenevo scorretto, ingiusto, riprovevole. Ecco perché quella mail, ecco perché molte altre mail che renderò pubbliche.

Grazie per essere stati con me.".


E'' con questo post sulla pagina Facebook "Solidarietà a Paola Ciccioli" che abbiamo avuto la notizia.


Poi Paola ha fatto anche un''aggiunta: "Giusto per precisare: l''illegittimità del licenziamento rilevata dal giudice Marco Lualdi prevede il reintegro a Panorama, il versameno degli stipendi non percepiti, i relativi contributi e il pagamento delle spese processuali.

Ovviamente è già pronta la causa per il risarcimento dei danni.

Questo non è un mestiere che si può fare sotto ricatto e a occhi bendati. Non ho alcuna indulgenza nei confronti di chi ha assistito al trattamento che mi è stato riservato e non ha mosso un dito o speso una parola: vergogna!"


Poi è arrivato anche il comunicato del Cdr Mondadori:

"Cari colleghi,
abbiamo saputo che Paola Ciccioli, collega di Panorama, ieri ha vinto la sua battaglia in tribunale contro la Mondadori per ingiusto licenziamento.
Il giudice ha stabilito che la collega deve essere reintegrata nel posto di lavoro.

Il Cdr esprime grande soddisfazione per l''esito della vicenda. A suo tempo avevamo condannato la decisione di Mondadori, chiesto il reintegro e offerto supporto sindacale alla collega, che però ha preferito fin dal primo momento affidarsi a un legale.


Riteniamo fondamentale che venga confermato anche in sede giudiziaria che un giornalista non può essere licenziato per aver espresso un giudizio nei confronti di un collega, che sia o meno un direttore".



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