Milano: no alla pubblicità sessista

Il Comune di Milano ha aderito alla campagna “Città libere dalla pubblicità offensiva” promossa dall’Unione Donne in Italia (Udi).

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 31 gennaio 2013

Il Comune di Milano ha aderito alla campagna “Città libere dalla pubblicità offensiva” promossa dall’Unione Donne in Italia (Udi) a favore della moratoria delle pubblicità lesive della dignità della donna. La campagna prende impulso dal Parlamento europeo che, tramite la risoluzione n. 2038 del 3 settembre 2008, ha evidenziato come la pubblicità contribuisca ad alimentare e a consolidare gli stereotipi di genere, determinando un impatto negativo sulla parità tra i sessi e come la percezione del corpo femminile in quanto oggetto da “possedere” possa incentivare i comportamenti violenti.




“Sono molto contenta di questo risultato – dichiara in un comunicato la delegata del Sindaco alle Pari Opportunità Francesca Zajczyk – altamente simbolico e denso di significato. Un traguardo importante, frutto anche delle competenze e delle professionalità espresse dal gruppo di lavoro creato da questa Amministrazione che, da tempo, lavora per un corretto uso dell’immagine delle donne nella pubblicità”.




Prosegue la nota: "Il Comune di Milano, aderendo a questa campagna, si impegna a chiedere agli organi di Governo nazionale e regionale l’attuazione della risoluzione comunitaria, che indica come inammissibile il modello pubblicitario lesivo verso il genere femminile, invitando gli Stati membri ad adeguare le norme in tal senso".



"Inoltre, l’Amministrazione comunale continuerà ad impegnarsi affinché la comunicazione istituzionale, la valutazione delle proposte di patrocinio e, più in generale, tutte le iniziative che coinvolgono il Comune siano sempre ispirate ai criteri di rispetto delle Pari Opportunità tra donne e uomini e di corretta rappresentazione dell’identità di genere, lontano da stereotipi avvilenti per la dignità delle donne".



"Le questioni di genere e l’adeguato riconoscimento delle donne negli incarichi di responsabilità sono stati uno dei tratti più importanti e innovativi dell’attuale Amministrazione comunale. Palazzo Marino ha messo in pratica la legge n. 120/2011 ancora prima della sua applicazione, e ha modificato il Regolamento comunale applicando anche nelle società partecipate il criterio sul rispetto della parità di genere. Il risultato è che oggi la presenza femminile al vertice del Comune è in aumento, con 6 ruoli apicali su 10 affidati alle donne. Accanto a questo dato, che pone l’Amministrazione milanese all’avanguardia tra gli enti pubblici italiani, è sempre stata alta l’attenzione per l’uso non sessista del corpo femminile, per restituire un’immagine della donna che metta in risalto i tanti talenti spesso dimenticati o ignorati".