Gli antiabortisti non mollano. 12 ore per la vita

'Continua l''attacco all''autodeterminazione delle donne: il 2 marzo prossimo, l''associazione No194 organizza presidi davanti ai maggiori ospedali italiani. '

Stop violenza

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Redazione 22 febbraio 2013
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Non mollano. Decisamente, non mollano l’osso gli antibortisti del nostro paese. Alle loro iniziative non viene dato peso, soprattutto in clima di elezioni, tsunami tour e crisi varie. Ma mentre noi ci occupiamo di tutt’altro, gli animatori della associazione No194, che vorrebbe fra l’altro anche un referendum abrogativo della legge 194, hanno organizzato “12 ore per la vita”, ossia dei presidi davanti agli ospedali, per dire no all’aborto e pregare per le donne, povere sceme, che lo scelgono.

Il 2 marzo l’appuntamento è davanti al S.Anna di Torino, al Mangiagalli di Milano, all’ospedale civile di Padova, al S.Anna di Caserta e al Garibaldi di Catania dalle 9 alle 21. Mentre a Roma una manifestazione analoga si terrà il 5 marzo dalle ore 9 alle 13 all’esterno del S. Filippo Neri.
Sui loro volantini definiscono “abortisti” questi ospedali, citano a caso Martin Luther King quando dice “una legge ingiusta non è una legge” e sul loro sito un video spiega con le parole di madre Teresa di Calcutta che loro combattono " l''aborto con l''adozione. Se una madre non vuole il suo bambino, lo dia a me, perché io lo amo".

A far girare la notizia dell’ennesimo sabato di preghiera davanti agli ospedali è il collettivo Medea che da anni cerca di contrastare l’azione di questi movimenti cattolici. Anni fa il gruppo decise anche di vedere da vicino i corsi di formazione del Movimento per la Vita, scoprendo che la lezione consisteva nel presentare “le donne che hanno scelto di interrompere una gravidanza come malate da curare o come immature incapaci di assumersi responsabilità o come creature disperate dalla vita irrimediabilmente distrutta”.
Non possiamo stare ferme a guardare, perché le parole sono pietre e rischiamo a che a lanciarle siano solo loro.


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