La Bolivia dice no al femminicidio. Con una legge

Un provvedimento rivoluzionario approvato dal parlamento di La Paz. Il presidente Morales: la norma sarà efficace contro le violenze sulle donne. Di [Massimo Lauria]

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 13 marzo 2013
'La Paz, 11 mar - L''accelerazione del provvedimento è avvenuto subito dopo l''assassinio della giornalista Hanalí Huaycho, accoltellata il 12 febbraio scorso dal marito, il tenente di Polizia Jorge Clavijo. Dal 9 marzo nel codice penale boliviano vengono dunque incorporati 100 articoli che si riferiscono al delitto di femminicidio, definito come assassinio di una donna, proprio per la sua condizione di donna, con una [b]pena massima di 30 anni[/b] e senza diritto alla grazia.



Una vittoria per le organizzazioni di donne indigene, femministe e di difesa dei diritti umani, che dal 2009 si sono impegnate per promuovere la discussione tra i seggi dei parlamentari boliviani. Una grande conquista per i diritti delle donne, in un Paese che conta 7 casi di violenza su dieci. Dal 2009, infatti, sono state [b]403 le boliviane[/b] uccise e 21 solo dall''inizio di quest''anno. Secondo quanto ha affermato lo stesso presidente della Bolivia, Evo Morales, la legge in questione significa un effettivo apporto al contrasto contro ogni forma di violenza sulle donne.



Siano questi di natura "fisica, psicologica, simbolica, sessuale, nei propri diritti riproduttivi, patrimoniale, economica e mediatica". E il presidente garantisce che [b]il governo stanzierà i fondi necessari[/b] per l''applicazione della norma, nei tempi richiesti al Parlamento e ai suoi ministri per l''approvazione dei regolamenti perché la legge sia pienamente efficace entro uno o al massimo due mesi. Nello stesso tempo il governo di La Paz si sta attivando per formare pubblici ministeri e tribunali speciali proprio sulla materia in questione, creando "un reparto speciale contro la violenza sulle donne". La nuova task force dipenderà dalla Polizia, che indagherà e arresterà esclusivamente gli autori di tali delitti.



Il femminicidio è "una azione di estrema aggressione, che viola il diritto fondamentale alla vita e causa la morte della donna, per il solo fatto di essere tale", recita un passaggio del provvedimento promulgato. Sono in molti oggi nel nostro Paese a chiedersi [b]quando anche il nostro codice penale potrà giovare di una norma simile.[/b]
'