Anche Francesco a gamba tesa contro donne e gay

'Donne e omosessuali: dietro l''apparente mitezza del nuovo papa sembra celarsi la chiusura di sempre della Chiesa verso le "diverse" e gli "uguali". Di [Cecilia M. Calamani]'

Stop violenza

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Redazione 15 marzo 2013
'Se il teologo Ratzinger si è subito presentato come un fervente sostenitore della dottrina chiuso a ogni cambiamento dei tempi, in ciò aiutato da quel suo modo di fare [i]tedesco[/i], duro e spigoloso, il nuovo Francesco, per ora, si è mostrato alle folle in tutt''altra veste. Parole semplici e cordiali, un uomo all''apparenza mite, un servo di dio, [i]fratello[/i] dei tanti che ieri lo acclamavano con urla quasi da stadio da piazza san Pietro. Una ventata di novità? Un papa che, già dalla scelta del nome, è dalla parte degli ultimi e degli oppressi? A una prima occhiata non sembra proprio. Il [i]timido [/i]Francesco avrà anche una comunicativa e un carisma migliori del suo predecessore, ma sui punti cardine della dottrina, quelli inerenti ai "valori non negoziabili", è probabilmente [b]un gendarme di ferro come il suo predecessore.[/b]



A iniziare dalle unioni gay. Nel 2009, il tribunale di Buenos Aires sancisce la liceità di una coppia di uomini a contrarre matrimonio. Civile, naturalmente. Ma ciò non basta per impedire all''allora arcivescovo Bergoglio, oggi papa Francesco, di interferire nella legislazione del Paese definendo illegale la sentenza e accusando il governatore locale Mauricio Macri di «mancare gravemente al suo dovere» per non aver presentato ricorso contro la decisione dei giudici. Dopo aver ricevuto in udienza privata lo stesso Macri, un comunicato dell''arcivescovado così esordisce: «Il cardinal Bergoglio ha ribadito che, non ricorrendo contro la decisione del giudice nel contenzioso amministrativo sul matrimonio di persone dello stesso sesso, [Mauricio Macri, ndr] aveva mancato gravemente al suo dovere di governante e di custode della legge [...] La Costituzione e i Codici nazionali non possono essere modificati da un giudice di prima istanza. In questo caso spetta al rappresentante dell''Esecutivo prendere tutte le misure perché ci sia la certezza della legalità dell''atto, che in questo caso è assente, e da questo sorge il dovere di ricorrere». E addirittura [b]indica i matrimoni gay come contrari ai diritti umani:[/b] «Questa decisione potrebbe essere considerata contraria a vari trattati internazionali con gerarchia costituzionale dal 1994, come la Dichiarazione Universale dei Diritti della Donna e dell''Uomo (art. 16), il Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici (art. 23) e la Convenzione Americana dei Diritti della donna e dell''uomo (art. 17), dai quali si deduce che solo il matrimonio costituito da persone di sesso diverso è costituzionale». Un intervento a gamba tesa, quello di Bergoglio e della sua diocesi, nel diritto di uno Stato sovrano, l''Argentina. Ma d''altronde il futuro papa aveva già ribadito in più occasioni che le nozze gay sono «un segno del diavolo e un attacco devastante ai piani di Dio».



Non diverso il trattamento riservato alle donne dal nuovo papa. [b]La misoginia della Chiesa non è certo una novità [/b]- basti solo pensare alla totale esclusione dal sacerdozio delle donne per «volere divino», come spesso ha sottolineato anche Ratzinger -, ma l''ex cardinale Bergoglio si è espresso, se possibile, in modo ancor più ostile.



È il 2007, e Cristina Kirchner si presenta alle presidenziali argentine. Il commento del''arcivescovo di Buenos Aires oggi papa non si fa attendere: «Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L''ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l''uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che [b]le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell''uomo[/b], ma niente più di questo». E aggiunge: «Abbiamo avuto una donna come presidente della nazione e tutti sappiamo cosa è successo».



Il pontificato di Bergoglio, dunque, si preannuncia in continuità col precedente. Il rifiuto della modernità e la discriminazione del [i]diverso[/i] - donne comprese - sembrano il filo conduttore di [b]una Chiesa sempre più staccata dal mondo[/b], incapace di rigenerarsi e recepire i tempi, tesa solo a conservare il suo potere. Non basta un nome, per quanto ben scelto, per parlare di [i]nuovo[/i]. Il [i]vecchio[/i] che c''è sotto rispunta fuori in tutta la sua perniciosa obsolescenza.'