Deborah Serracchiani è la presidente del Friuli

'Salgono a due le governatrici italiane, l''altra è Catiuscia Marini a capo dell''Umbria. Con la neo eletta, avvocata del Lavoro, 42 anni, il Pd prova a immaginare il proprio futuro.'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 22 aprile 2013
'"Le persone votano ancora le persone. E'' stata dura, io stessa commentavo ieri che mi avrebbe salvato solo un miracolo. Ma ce l''abbiamo fatta". Queste le prime parole di [b]Debora Serracchiani, neo presidente del Friuli Venezia Giulia[/b], attraverso cui il Pd prova a immaginare il proprio futuro. Dopo 1367 sezioni scrutinate (su 1.374) l''avvocata del Lavoro, 42 anni, portacolori del centrosinistra, sostenuta anche da Sel, Idv e un paio di liste civiche, è in vantaggio con il 39,35% dei consensi. Mentre il presidente regionale uscente, Renzo Tondo, candidato del centrodestra, al 39,04%. Spicca il dato delle schede nulle: oltre 11800 quando il divario tra i due candidati principali è di circa 2000 voti. Le schede bianche sono oltre 5800 e i voti contestati e non assegnati una cinquantina. L''affluenza in ogni caso è stata impietosa: solo il 50,52% delle elettrici e degli elettori si è recato alle urne (il 45,8 a Trieste, il 53,46 a Udine), praticamente uno ogni due aventi diritto. Il candidato grillino, Saverio Galluccio, è invece solo terzo, con il 19,20% (e l''M5S, che partiva dal dato del 27,22% ottenuto alla Camera in febbraio, è sotto al 13,8%). Molto distanziato, infine, Franco Bandelli, della lista Un''altra Regione, con il 2,41%.



[b]Ripartire dalla vittoria di una donna[/b]. Alla vigilia della direzione della resa dei conti, dunque, dopo la spaccatura sull''elezione del capo dello Stato, e'' ancora una volta Serracchiani a suggerire una svolta al partito. Non e'' la prima volta che l''europarlamentare e neopresidente si trova a indicare la strada al partito. Anzi: la carriera politica sotto i riflettori della ''semplicemente democratica'', come recitava lo slogan delle europee 2009, e'' partita proprio da una [i]lezioncina[/i] alle colleghe e ai colleghi democratici. Era il marzo del 2009: l''intervento all''assemblea dei circoli venne condiviso da migliaia di utenti, e appena dodici giorni dopo il segretario d''allora, Dario Franceschini, la candido'' alle europee.



Nella bufera del partito, cosi'', [b]la vittoria di Serracchiani suona come un nuovo segnale.[/b] L''unico esponente del Pd che la candidata ha voluto con se'' in campagna elettorale e'' stato Matteo Renzi, e proprio dal sindaco di Firenze Serracchiani ha ricevuto questa sera una delle prime telefonate di complimenti. La vittoria su Renzo Tondo e sul Pdl passera'' alla storia per la grande astensione e per lo scarto di pochi voti, ma e'' anche questione di metodo: Serracchiani ha rinunciato al facile posto in Parlamento, ha scelto di ripartire dal territorio. Per mesi, nel corso della campagna per le primarie, ha tenuto un''equidistanza da Bersani e Renzi, riuscendo cosi'' a costruire una propria autonomia. Negli scorsi giorni la rottura nel Pd ha fatto temere il peggio ai democratici del Friuli Venezia Giulia, tanto che Serracchiani e'' uscita allo scoperto, dicendo di essere [i]incazzata[/i] con il partito, e riuscendo a spiegare all''elettorato la differenza di un voto locale. Il Pd, che riunisce domani la direzione per scegliere chi mandare alle consultazioni con Giorgio Napolitano, dovra'' affrontare anche il caso Serracchiani. Per una volta un caso positivo, a partire dalle tre parole chiave del famoso discorso del 2009: consenso, sintesi, linea politica.



Con la vittoria alla presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia di Debora Serracchiani la Conferenza delle Regioni si arricchisce della presenza di un''altra donna. In questo momento l''unica altra presidente di Regione di sesso femminile e'' [b]Catiuscia Marini[/b], 45 anni, anche lei, come la neogovernatrice Serracchiani, del Pd. Tre le presidenti dei Consigli regionali: Palma Costi, in Emilia Romagna (Pd), Claudia Lombardo (Pdl) in Sardegna, Rosa Thaler Zelger (SVP) presidente dell''Assemblea regionale del Trentino Alto Adige. Si rafforza, così, il centrosinistra che gia'' nelle scorse consultazioni di febbraio aveva strappato il Lazio, grazie alla vittoria di Nicola Zingaretti, e il Molise, grazie a quella di Paolo di Laura Frattura. Il Friuli Venezia Giulia, prima in mano al Pdl con Renzo Tondo, passa dunque nelle fila delle Regioni a guida Pd aggiungendosi, oltre al Lazio e al Molise, alll''Emilia Romagna con Vasco Errani, alla Toscana con Enrico Rossi, alla Sicilia con Rosario Crocetta, alla Liguria con Claudio Burlando, alle Marche con Gian Mario Spacca, all''Umbria con Catiuscia Marini, alla Basilicata con Vito De Filippo, al Trentino Alto Adige con Alberto Pacher, mentre la Puglia e'' capitanata da Sel con Nichi Vendola. Le Regioni in mano al Carroccio sono tre: la Lombardia con il successo alle ultime elezioni di Roberto Maroni, il Veneto con Luca Zaia e il Piemonte con Roberto Cota. Restano al Pdl la Campania guidata da Stefano Caldoro, la Calabria di Giuseppe Scopelliti, l''Abruzzo di Gianni Chiodi e la Sardegna di Ugo Cappellacci. Poi c''e'' Augusto Rollandin (Union Valdotaine), presidente della Valle d''Aosta, dove si votera'' a maggio.



Debora Serracchiani ha una carriera da democratica che parte dai circoli per arrivare all''Europarlamento e ora alla presidenza della Regione. [b]Avvocata del lavoro, 42 anni[/b], nata a Roma e residente da molti anni a Udine. In pochi giorni, dopo un discorso pronunciato all''assemblea dei circoli del Pd nel 2009 e condiviso migliaia di volte online, viene candidata al Parlamento Europeo in nome del rinnovamento del Pd. Alle europee del 2009 prende piu'' voti di Berlusconi, e nello stesso anno diventa segretaria del Pd del Friuli Venezia Giulia. Sempre concentrata ad aumentare il consenso e il rapporto con la base, nel 2012 rifiuta la candidatura al Parlamento e si candida alla guida della Regione. Lo slogan della sua campagna, dove e'' stata affiancata da Matteo Renzi, e'' stato: ''Torniamo a essere speciali''.



[b]Matteo Renzi.[/b] Il sindaco di Firenze ha telefonato a Debora Serracchiani per complimentarsi per la vittoria. Lo ha riferito ai giornalisti la neo eletta presidente regionale, subito dopo aver ricevuto la chiamata. La telefonata dagli studi di ''Otto e mezzo'', di cui Renzi e'' ospite. ''''Mi ha salutato anche Lilli Gruber'''', ha aggiunto Serracchiani.



[b]Nicola Zingaretti.[/b] ''''Grande Debora, perche'' hai vinto e, soprattutto, perche'' hai vinto oggi, in una situazione cosi'' difficile. E'' un bel segnale di speranza e fiducia per il futuro''''. E'' quanto scrive su Facebook il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, commentando l''elezione di Serracchiani.



[b]Ignazio Marino.[/b] ''''Auguri di buon lavoro cara Debora! Questa e'' la dimostrazione che quando c''e'' gente nuova e preparata si vince''''. Cosi'' Ignazio Marino, candidato sindaco di Roma, commenta su Twitter la vittoria della neo governatrice.




[b]Enrico Gasbarra.[/b] ''''La vittoria di Debora Serracchiani vale doppio perche'' da'' un buon governo alla sua Regione, ma da'' anche una gioia al centrosinistra dopo questi giorni amari del Pd. Complimenti a Debora che e'' riuscita a vincere in salita viste le vicende nazionali''''. Così in una nota il segretario del Pd del Lazio, Enrico Gasbarra.


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Massimo D''Alema.[/b] "Complimenti a Debora Serracchiani, la vittoria è senza dubbio un riconoscimento del lavoro da lei svolto in questi anni. Non solo, perche'' il successo conseguito da Debora Serracchiani e'' un segnale di incoraggiamento e speranza nel momento non facile che sta vivendo il Pd e conferma che il centrosinistra puo'' raggiungere risultati positivi anche al Nord". Queste le parole di Massimo D''Alema, presidente della Fondazione Italianieuropei



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