Giulia: basta violenze sessiste sul web

La rete ha nel suo Manifesto costitutivo la difesa della libertà del web: le intimidazioni violente non ci costringeranno a restringere gli spazi di libertà

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Redazione 6 maggio 2013

Le norme già esistono: i reati sul web vanno perseguiti.


Laura Boldrini, presidente della Camera, ha fatto bene a denunciare le odiose violenze che subisce sul web. Ha ragione quando evidenzia che “quando una donna riveste incarichi pubblici si scatena contro di lei l’aggressione sessista”. Sì, c’e’ una cultura sotterranea razzista, machista, omofoba che è un’emergenza in Italia. Il web ne è specchio e strumento.


Minacciata, insultata anche la ministra Cecile Kyenge. C’è un filo rosso che lega queste aggressioni, alle violenze subite da altre donne, anche giornaliste, sottoposte sovente a un vero e proprio stalking informatico per il solo fatto di essere donne e osare esprimere idee e opinioni. Sull’immigrazione, sulla violenza alle donne, sui diritti dei minori, sui diritti dei gay.


E’ ora di dire basta . E’ ora di avere il coraggio, come Laura Boldrini, di denunciare.


GiULiA, la Rete delle giornaliste unite libere autonome, ha nel suo Manifesto costitutivo la difesa della libertà del web. Quella libertà che ha tra i suoi nemici chi usa il web per intimidire, nel tentativo di silenziare le donne che osano dire cose “sgradite”. Le intimidazioni violente non ci costringeranno a restringere gli spazi di libertà per tutte/tutti.



Le norme già esistono: i reati sul web vanno perseguiti, anche mettendo la struttura dedicata in grado di perseguirli.


A Laura Boldrini, Cecile Kyenge, alle giornaliste e blogger vittime di queste inaccettabili violenze, la solidarietà di GiULiA