Minori e aborto: tre mesi di sospensione a Sallusti

'La segnalazione di GiULiA all''Ordine lombardo ha fatto il suo corso. Con la riforma Severino l''Ordine non ha più potere disciplinare, ma di vigilanza. Di [Alessandra Mancuso]'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 6 maggio 2013


Il primo ottobre 2012 GiULiA ha presentato una segnalazione all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia in merito all’articolo, pubblicato in prima pagina, del quotidiano Libero (a firma “Dreyfus” alias Renato Farina, già sospeso dall’Ordine), dal titolo “Il giudice ordina l’aborto. La legge più forte della vita” e con occhiello “Il dramma di una tredicenne” (18 febbraio 2007).



Articolo per il quale Sallusti e’ stato condannato dalla Cassazione in via definitiva a 14 mesi di carcere per diffamazione. I fatti riportati nell’articolo, non rispondevano al vero: la tredicenne di Torino non fu costretta dai genitori a interrompere la gravidanza. Il giudice tutelare, per il quale l’articolista – incitando all’odio – aveva addirittura invocato la pena di morte, assieme al ginecologo e ai genitori della minore, aveva autorizzato l’interruzione di gravidanza ai sensi della legge 194 su richiesta della minore e con il consenso della madre della ragazza, mancando quello del padre, separato.



Come si legge nella nota diramata dalla Suprema Corte (27 settembre 2012) la “non corrispondenza al vero” della notizia “era già stata accertata e dichiarata lo stesso giorno 17 febbraio 2007 (il giorno prima della pubblicazione dell’articolo su Libero) da quattro dispacci dell’agenzia Ansa e da quanto trasmesso dal Tg regionale e dal radio giornale, tant’è che il 18 febbraio 2007, tutti i principali quotidiani tranne Libero ricostruivano la vicenda nei suoi esatti termini”.



Falsità, pubblicate e mai rettificate, nonostante la richiesta del giudice chiamato in causa dall’articolista, e il dovere imposto dalla legge istitutiva dell’Ordine.



Nella segnalazione all’Ordine della Lombardia, GiULiA chiedeva di verificare il mancato controllo del direttore responsabile Alessandro Sallusti che ha consentito la pubblicazione di un falso.

Rilevando oltretutto grave, sotto il profilo deontologico, che nell’articolo si parlasse della minorenne come “costretta alla follia” (un altro falso). Pur non rivelandone il nome, si utilizzano termini sul dramma dell’aborto da lei vissuto, che contrastano con quanto disposto dalla Carta di Treviso.



L’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, presieduto da Letizia Gonzales, il 6 dicembre 2012 ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Alessandro Sallusti, sotto il profilo sia dell’omesso controllo della veridicità delle notizie pubblicate, sia della violazione dell’art 2 della legge professionale (L:3.2.1963 n.69) per il mancato rispetto della verità sostanziale e dei principi di lealtà e buona fede, sia, infine, perché tali fatti costituiscono reato come deciso con sentenza definitiva dell’Autorità Giudiziaria.

Il procedimento si è concluso con la sanzione di tre mesi di sospensione.



“L’Attacco all’onore e alla reputazione del giudice Cocilovo e di tutti gli altri soggetti coinvolti”, si legge nelle Motivazioni della sanzione, “ è stato realizzato con toni violenti e con grande rilievo. Nei confronti del giudice Cocilovo non si è mancato di invocare la pena di morte. Il magistrato stesso ha dichiarato che nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione degli articoli egli è stato oggetto di insulti e minacce. Tuttavia ciò di cui lo si accusava non è mai accaduto”:

“Le acuse false, gravi e violente”, si legge ancora nelle Motivazioni, ”rivolte attraverso il quotidiano “Libero” al giudice Cocilovo e agli altri soggetti coinvolti nella vicenda (i genitori della ragazzina e il ginecologo) costituiscono una pesante violazione dei doveri professionali e sono tali da ledere la reputazione dell’intera categoria”.



Ed è questa la seconda decisione della consiliatura lombarda appena conclusa, che riguarda gravi violazioni deontologiche del quotidiano “Libero” denunciate da GiULiA e sanzionate. Per la prima decisione disciplinare, per la pubblicazione in prima pagina della foto di una studentessa vittima della bomba alla scuola di Brindisi, mostrata a terra, insanguinata e con i vestiti strappati, anche il Consiglio Nazionale dell’Ordine, nella seduta del 16 e 17 aprile, ha respinto il ricorso di Sallusti confermando le sanzioni dell’avvertimento e della censura.


E’ anche questo che GiULiA può fare nelle regioni in cui è presente. Monitorare, denunciare, segnalare quando la stampa, l’informazione, mancano di rispetto.


Ed è questo il modello di Ordine che vorremmo e che troppo poco si è visto all’opera nella tutela dei diritti dei cittadini e per il rispetto della deontologia. Noi vogliamo che sia rispettata la Carta di Treviso, e ci inorridisce che colleghe intervistino il figlio undicenne di Preiti. E che direttrici lo mettano in onda.

Troppo poco si è fatta rispettare la deontologia. Troppe timidezze nel sanzionare, troppo coporativismo.

L’Ordine della Lombardia è sovente intervenuto d’ufficio, indicando un corretto modello per svolgere la propria funzione, non a sufficienza raccolto da altri Ordini Regionali nonstante le nostre denunce.



Gli Ordini che nasceranno dal voto di maggio, per effetto della legge di riforma Severino, saranno di fatto spoliati di poteri disciplinari. Ai Presidenti regionali spettando l’indicazione di una rosa di giornalisti da sottoporre ai Tribunali per la nomina dei Consigli di Disciplina. Gli ordini regionali conservano la vigilanza : saranno cioè promotori delle iniziative disciplinari nei confronti dei Consigli di Disciplina. Un passaggio delicato su cui vigilare. Per l’Ordine dei Giornalisti è questo l’ultimo treno. O l’Ordine recupera un senso e un’utilità (o si cambia, in altre parole), o si chiude. E si fa qualcosa di completamente diverso. Tutto da immaginare.