'Il Pride più a Sud d''Europa'

La presidente Laura Boldrini, e la ministra Josefa Idem hanno simbolicamente tagliato il nastro dell’evento che farà di Palermo la capitale dei diritti Glbt. Di [Danila Giardina]

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 17 giugno 2013
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A Palermo venerdì 14 giugno è stato presentato il Pride nazionale più a Sud mai organizzato in Europa. Per la prima volta nella storia del Paese, la terza carica istituzionale dello Stato, la presidente della Camera Laura Boldrini, ed una ministra, Josefa Idem, hanno partecipato e simbolicamente tagliato il nastro di partenza dell’evento che farà di Palermo, per oltre una settimana, capitale dei diritti Glbt.


La struttura che ospita il Pride, i Cantieri culturali alla Zisa, vanta anche il primato di estendersi su una superficie di settantamila metri quadrati, un vero e proprio incubatore di cultura e politica, con la previsione di decine di mostre, spettacoli, proiezioni di film, convegni e momenti ludici. Pubblico delle grandi occasioni, raccolto nella sala De Seta, e standing ovation hanno salutato quello che il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha definito un momento ‘normale’, anche se c’è ancora bisogno di ribadire che “i diritti glbt sono diritti umani”.


La celebre frase di Hilary Clinton ha anche dato il titolo al convegno di apertura del Pride. “Estendere diritti a tutti non significa toglierne ad alcune categorie” - ha fatto eco la presidente Boldrini, facendosi carico anche di portare in Parlamento le istanze di uguaglianza e democrazia lanciate in occasione dell’apertura del Pride. Proprio nei giorni scorsi a Palermo è stato varato il registro delle unioni civili, con un pacchetto di misure che estende diritti garantiti alle famiglie ‘tradizionali’ anche alle coppie di fatto. “In diciotto Paesi dell’Unione europea i gay e le lesbiche hanno il diritto di sposarsi o di contrarre un’unione civile - ha chiosato la presidente Laura Boldrini.


“L’Europa non chiede solo politiche di rigore fiscale, chiede anche di ampliare lo spettro dei diritti riconosciuti. Maschilismo, discriminazioni di genere e omofobia sono figli dello stesso pregiudizio.” Inclusione sociale e diritti universali sembrano le parole d’ordine di un Pride non più solo omosessuale, ma per i diritti di tutti.


“Sostenere i diritti degli omosessuali non può e non deve essere in alcun modo essere contrapposto al sostegno verso la famiglia, la cui centralità non è assolutamente in discussione – ha spiegato ancora la presidente Boldrini. “Rafforzare le politiche a sostegno della famiglia è un''esigenza che sento forte, tanto più in un momento in cui la crisi economica colpisce duramente.” Su compressione dei diritti e crisi economico finanziaria, la ministra Idem ha chiarito che non può e non deve esserci interdipendenza. “La disuguaglianza uccide la crescita, invece - ha detto la Ministra. “Siamo in una città del Sud e parliamo di diritti, non di fondi strutturali e neanche di criminalità organizzata. Sono urgenti ed indifferibili interventi legislativi su coppie di fatto e contro l’omofobia. Il termometro della democrazia di un Paese dipende dal grado di riconoscimento dei diritti: non permetterò che in tempi di crisi si mettano a repentaglio.”


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