Caso Odorici: per i media non è femminicidio

'Sgomento per le modalità con cui sono state profilate sulla stampa le circostanze in cui è avvenuto l''omicidio della donna uccisa a Zola Predosa. Il comunicato di GiULiA-ER.'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 28 giugno 2013
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GiULiA Emilia-Romagna, il coordinamento regionale dell''associazione delle Giornaliste unite libere autonome, desidera esprimere il proprio sincero sgomento per le modalità con cui sono state profilate sulla stampa le circostanze in cui è avvenuto l''omicidio di Marinella Odorici, la donna uccisa a Zola Predosa nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 giugno da un suo conoscente.




Leggere su quotidiani cartacei e online frasi come “Sesso mortale”, “Zola Predosa, uccisa dal bondage”, “Omicidio-suicidio a Zola Predosa gioco erotico finito in tragedia” o “È stato probabilmente un gioco erotico finito male a gettare nella disperazione Carmelo Bonura” è altamente irrispettoso e offensivo per la dignità della donna assassinata.



Quello che ci stupisce e ci fa arrabbiare è che, da donne prima e giornaliste poi, ancora una volta abbiamo assistito al racconto di una violenza fatto stando ''dalla parte dell''assassino''.




Secondo i criteri che guidano, o dovrebbero, guidare la nostra etica professionale pertinenza e continenza sono state ampiamente disattese: che Marinella Odorici fosse morta per mano di un uomo era la notizia. Il gioco erotico era solo una pruriginosa congettura guidata dal biglietto scritto dal suo assassino.



Riteniamo, quindi, che il caso di cronaca sia stato trattato con una certa superficialità e, nel rinnovare la nostra solidarietà ai famigliari e agli amici di Marinella Odorici, ci auguriamo che a loro arrivino al più presto scuse sia pubbliche che private.




Coordinamento GiULiA Emilia-Romagna


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