GiULiA: ddl violenza, serve maggiore informazione

GiULiA chiede a giornaliste e giornalisti di dare adeguata e costante informazione sul dibattito e l’iter del provvedimento. Il comunicato.

Stop violenza

Stop violenza

Redazione 3 ottobre 2013



Donne uccise, maltrattate, ferite. Vittime di familiari, mariti, compagni: una strage che l’informazione documenta ogni giorno, chiamandola finalmente con il suo nome. Femminicidio. Non è un’emergenza ma un fenomeno strutturale. Di nuovo, e positivo, c’è che i media adesso vi prestano attenzione. La stessa attenzione che GiULiA, la rete delle Giornaliste Unite Libere Autonome, chiede sia riservata al provvedimento di conversione in legge del decreto governativo per il contrasto della violenza di genere che finalmente arriva oggi in aula a Montecitorio.



Apprezziamo quanto di positivo contiene, e chiediamo di fare presto per evitare la decadenza il 15 ottobre. Ma occorre anche andare oltre: il disegno di legge non dà le risposte che da tempo aspettiamo e riduce il fenomeno a una dimensione puramente criminale. Trascura ciò che chiede la Convenzione di Istanbul: monitoraggio, prevenzione (anche attraverso i media), formazione, protezione e sostegno delle donne vittime di violenza maschile. L’intervento sul piano penale è importante, ma senza un approccio integrato non basta, da solo, a contrastare il femminicidio. GiULiA auspica che vengano corretti in aula gli aspetti più controversi del provvedimento e soprattutto che siano stanziate risorse. E che sia varato il nuovo Piano nazionale contro la violenza: con un metodo di ascolto e partecipazione che faccia tesoro delle competenze della società civile. Per colmare le gravi lacune del disegno di legge in esame. GiULiA chiede a giornaliste e giornalisti di dare adeguata e costante informazione sul dibattito e l’iter del provvedimento.