Mangiagalli: attacco alla 194

'Campagna antiabortista davanti all''ospedale milanese. La denuncia delle associazioni Usciamo dal Silenzio, Libera università delle donne e Consultori privati laici.'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 5 ottobre 2013
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[i]Il comunicato delle associazioni milanesi di donne Usciamo dal Silenzio, Libera università delle donne e Consultori privati laici sulla campagna antiabortista davanti all''ospedale milanese.[/i]


Il 2 ottobre, all''entrata dell’ospedale, un uomo, “in divisa” da personale sanitario, con accanto un altarino, un crocifisso adorno di bambolotti fetali e una macabra scritta, ha distribuito volantini antiabortisti urlando "E'' importante!!" dietro a una giovane donna che l’aveva rifiutato e che era diretta in ospedale. Quando lei ha obiettato che si trattava di un attacco alla legge dello stato, ha iniziato a ripetere, nell’indifferenza generale, che “un aborto è un bambino morto” e non ha dato spiegazioni alla domanda su chi l’avesse autorizzato a volantinare davanti a un ospedale cui si rivolgono anche le donne che decidono di interrompere la gravidanza. Il volantino, intriso di retorica antiabortista, è lo stesso che da oltre un anno viene distribuito davanti agli ospedali per caldeggiare il referendum sulla 194. Non è la prima volta che ciò accade: il gruppo No194 ha organizzato diverse maratone di preghiere con corredo di croci e bambolotti-feti davanti all’ospedale prima che, su pressione di gruppi di donne, gli venisse vietato il ritrovo.


La gravità dell’episodio è evidente: una persona con una divisa da personale sanitario fa, indisturbata, propaganda contro una legge dello stato, con un chiaro intento colpevolizzante e violento nei confronti delle donne che si recano nella più grande clinica ostetrica della città per chiedere informazioni o sottoporsi ad un’interruzione di gravidanza. Le associazioni delle donne Usciamo dal Silenzio, Libera università delle donne e Consultori privati laici, promotrici del Manifesto per la piena applicazione della 194, chiedono pubbliche spiegazioni dell’accaduto alla Direzione sanitaria dell’ospedale a tutti coloro che devono garantire una corretta applicazione della legge. Abbiamo sottolineato che ciò significa accoglienza, informazione e sicurezza dell’intervento per le donne che decidono di usufruire della legge 194: quello che, non una sola volta è accaduto davanti alla Mangiagalli, va esattamente nella direzione opposta e si configura come un atto violento e intimidatorio contro la responsabile scelta delle donne.



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