11 ottobre, giornata internazionale delle bambine

Una principessa di fantasia contro le discriminazioni di genere: "C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?"

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 10 ottobre 2013
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L''11 ottobre è il giorno scelto dall''Unicef e le altre agenzie Onu per sottolineare le sfide che le ragazze devono affrontare per promuovere il loro empowerment delle donne e la realizzazione dei loro diritti umani.
In Italia, per l''occasione la casa editrice Settenove pubblica"[i]C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?[/i]", divertente provocazione per ragazzi di Raquel Díaz Reguera.




Arrivato alla terza edizione in Spagna e già noto nella versione originale in alcune sedi italiane di [i]Nati per leggere[/i], il libro arriva in lingua italiana per i tipi di Settenove, neonata casa editrice marchigiana dedicata alla prevenzione della discriminazione e violenza di genere attraverso i libri per ragazzi con l’obiettivo di rompere gli stereotipi di genere e dare visibilità ai modelli positivi di collaborazione familiare.

Il progetto Settenove si pone nella prospettiva delle più importanti convenzioni internazionali sul tema della violenza di genere (Convenzione Cedaw, 1979 e Conv. Di Istambul, 2010) che riconoscono la pericolosità degli stereotipi di genere e individuano in essi i germi della prevaricazione e della violenza.
La favola della Reguera è un racconto illustrato con più livelli di lettura, particolarmente indicato per bambini e bambine dai cinque anni in su per riflettere su uguaglianza, stereotipi e pari opportunità.

La versione originale del libro, edita dalla catalana Thule (Que hay mas aburrido que ser una princesa rosa) è stata scelta come strumento di lavoro dalla Piattaforma dell''infanzia del Governo spagnolo per lavorare nelle scuole, con i bambini e le bambine delle elementari, sulla percezione individuale della discriminazione di genere. Il libro è stato utilizzato per analizzare la differenza che esiste nei bambini e nelle bambine, già in tenera età, nella percezione individuale dei propri diritti di libertà e indipendenza.



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