Malawi, dai nostri inviati

Ci sono tanti modi di aiutare i Paesi in difficoltà, al di là delle collette alimentari o delle adozioni a distanza. Anche insegnando giornalismo...

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 20 ottobre 2013

Come informare? Come selezionare le fonti? Come costruire un’inchiesta? E quali sono i tempi d’un servizio televisivo? Ci sono tanti modi di aiutare i Paesi in difficoltà, al di là delle collette alimentari o delle adozioni a distanza. Se sei giornalista puoi, ad esempio, insegnare le tecniche della professione per sostenere la corretta conoscenza dei fatti e dunque la democrazia. Detto, fatto. Il come ce lo racconteranno venerdì 25 sera al Circolo della Stampa un prete, tre colleghi milanesi e una redazione africana.
I tre, divenuti professionisti dopo aver frequentato a Milano la Scuola di giornalismo, un anno fa avevano accolto l’invito dell’Ordine di Lombardia, che pagò il biglietto aereo, e quello di Peirgiorgio Gamba, missionario, editore, giornalista di fatto (e ora anche dotato di tesserino ad honorem grazie sempre all’Ordine lombardo), che li ospitò nella missione in Malawi. Un’esperienza formativa per tutti, anche per i “docenti”, che si vorrebbe ripetere.



Testimonianze, proiezione di spezzoni d’inchieste, progetti in:
“Malawi, dai nostri inviati. Quando l’Africa fa notizia“. Circolo della Stampa, corso Venezia 48, VENERDI’ 25 OTTOBRE ORE 20.15 – Con padre Piergiorgio Gamba, giornalista ed editore in Malawi e con Paolo Alfieri (Avvenire), Chiara Merico (free lance) ed Emiliano Bos (radio tivù svizzera RSI) “inviati” per tre settimane nel Paese africano per conto dell’Ordine della Lombardia.



Padre Gamba è missionario monfortiano, da 38 anni vive nel cuore dell’Africa subsahariana, dall’anno scorso è giornalista con tessera “ad honorem” dell’Ordine lombardo. La comunicazione è lo strumento principale della battaglia che porta avanti: ha fondato giornali e riviste, pubblica libri, ha aperto una televisione, scrive e lavora fianco a fianco con giovani giornalisti malawiani che svolgono con coraggio la loro professione sfidando censura e repressione. Proprio per aiutare Gamba a formare i suoi redattori, l’Ordine della Lombardia ha inviato laggù con borsa di studio, la primavera scorsa, tre colleghi esperti di media vecchi e nuovi.

Dopo la morte improvvisa, un anno fa, del presidente autocrate del Malawi Bingu wa Mutharika e il passaggio di poteri alla sua ex vice Joyce Banda – una delle sole due donne oggi capo di stato nell’immenso continente africano – il pobverissimo Malawi vive nuove speranze di cambiamento. E la comunicazione può svolgere un ruolo fondamentale perché la democrazia locale diventi un’espressione reale dei valori sociali e civili dell’Africa nera.