Le parole per dirlo: il bel Cabrini era anche bravo...

Come i media raccontano le donne degli anni duemila: il convegno organizzato da GiULiA-E.R. sabato 16 a Bologna (sala dello Zodiaco della Provincia, via Zamboni, 13).

Stop violenza

Stop violenza

Redazione 12 novembre 2013


Le parole possono, nel cercare di descrivere, raccontare le donne e più in generale la questione femminile, essere offensive e discriminatorie? E’ questo il tema de Le parole per dirlo. Come i media raccontano le donne degli anni duemila, l’iniziativa promossa da GiULiA Emilia-Romagna sabato 16 novembre, alle ore 11, nella sala dello Zodiaco della Provincia di Bologna (via Zamboni, 13).



La rappresentazione delle donne nei media è uno dei fattori che ha maggiore incidenza nel contrasto delle discriminazione di genere e su questo argomento intervengono, dopo il saluto d’apertura di Gabriella Montera, assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Bologna, e di Inma Mora Sanchez della Casa delle Donne, la senatrice Josefa Idem, Alessandra Mancuso, portavoce di GiULia giornaliste, Marina Cosi GiULiA Lombardia in ‘Parole vestite e parole nude’ e Mara Cinquepalmi GiULiA Emilia-Romagna in ‘Il bell’Antonio. Cabrini era anche bravo’ su informazione sportiva e stereotipi di genere.



Quella di sabato è la prima iniziativa pubblica organizzata dal coordinamento regionale dell’Emilia-Romagna, nato lo scorso aprile. L’incontro sarà occasione anche per fare il punto su alcuni progetti di GiULiA, come il concorso fotografico ed un video, curato dalla collega Beba Gabanelli e presentato in anteprima a Bologna, su come giovani ed over 65 recepiscono gli stereotipi di genere nell’informazione.



All’incontro partecipano Serena Bersani, presidente dell’Associazione Stampa dell’Emilia-Romagna Aser-Fnsi, e Beppe Errani, Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna, con la moderazione di Rosa Amorevole GiULiA Emilia- Romagna.



L’iniziativa fa parte del Festival della violenza illustrata della Casa delle Donne di Bologna ed è patrocinata dalla Provincia di Bologna, dall’Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna, dall’Aser, dalla Commissione Pari Opportunità FNSI e dalla Consigliera di Parità dell’Emilia- Romagna.