25 novembre: la violenza contro le giornaliste

Campagna Ifj: molte aggredite, violate o uccise proprio in quanto donne, con una espressa volontà di umiliare e annientare la "femmina che alza la testa". Di [Marina Cosi]

Stop violenza

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Redazione 24 novembre 2013
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E il 25 novembre ricordiamoci anche della specifica violenza contro le giornaliste, molte delle quali proprio in quanto donne sono state aggredite, violate o uccise. Sovente con una espressa volontà di umiliare e di annientare non tanto il/la cronista quanto la "femmina che si permette di alzare la testa". Attacchi che hanno statisticamente un un tasso d''impunità assai maggiore degli analoghi casi occorsi a colleghi maschi.

La Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ) ha lanciato una campagna di pubblica denuncia e di chiamata alla responsabilità delle istituzioni. Come ha sottolineato la copresidente della Commissione di Genere (Gender Council Ifj), che ha sede a Bruxelles, la britannica Mindy Ran: "Le giornaliste corrono più rischi dei loro colleghi uomini di fronte agli attacchi, alle minacce, alle intimidazioni (soprattutto via internet), agli stupri ed agli abusi.

Tutti comportamenti attuati con l''intento di ridurre al silenzio le donne nei media". Conclusione di Mindy Ran: "Proprio perchè incoraggiamo sempre più le donne ad entrare nella professione, la loro sicurezza deve evidentemente essere prioritaria".


La Ifj ha calcolato che quest''anno sei donne sono state uccise nell''esercizio della professione.


Questo l''elenco: la neozelandese Davidson, caporedattrice aggiunta di Arabian Radio Network (Dubaï) in un incidente durante un reportage; Rahmo Abdulkadir, redattrice di Radio Abudwaq, assassinata in casa a Mogadiscio; Baiu Lu, giornalista di Urumqi Evening News, nel Nordovest della Cina, morta mentre faceva delle interviste in un cantiere in costruzione; Habiba Ahmet Abd Elaziz, di Xpress (giornale degli Emirati) uccisa in Egitto con altri quattro colleghi; Yarra Abbas, corrispondente di Al-Ikhbariyah TV, uccisa mentre copriva la cronaca degli scontri sulla frontiera col Libano; la francese Ghislaine Dupont de Radio France Internationale (RFI), rapita con un collega e assassinata a Kidal, nel Mali del nord.


E l''anno 2013 non è ancora finito.


Certo non basta protestare nella giornata "dedicata". Anche se il 25 novembre la Commissione di Genere metterà in atto una campagna via Twitter. Occorre mantenere l''allerta tutto l''anno. Da qui la decisione di un gruppo di lavoro che in Ifj monitori le denunce e segnali le situazioni critiche ed i rischi alla sicurezza. Perchè, come ha sottolineato dal Marocco Mounia Belafia, anch''ella copresidente della Commissione di Genere Ifj, "il rispetto dell''eguaglianza di genere è il primo passo se davvero si vuole sconfiggere la violenza sulle lavoratrici. E questo vale e va attuato in ''tutte'' le loro attività".

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