Parlamento Europeo, è battaglia sui diritti sessuali

In Italia la notizia è passata in sordina, ma il "Rapporto Estrela" ha scatenato lo scontro tra le forze laiche e quelle conservatrici. E si va avanti... Di [Luisa Bordiga]

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 9 dicembre 2013
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In Italia è passata in sordina la notizia della battaglia tra forze laiche e conservatrici in seno al Parlamento Europeo, scatenata dalla proposta di adozione del "Rapporto Estrela" sui diritti sessuali e riproduttivi; facciamo in questo articolo una breve cronistoria del documento, in attesa del 10 dicembre 2013, quando si conoscerà il suo destino.


[b]29 settembre 2013[/b]: La FEMM, "Commissione per i diritti della donna e l''uguaglianza di genere del Parlamento Europeo" (http://www.europarl.europa.eu/committees/it/femm/home.html), licenzia una relazione sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-%2f%2fEP%2f%2fTEXT%2bREPORT%2bA7-2013-0426%2b0%2bDOC%2bXML%2bV0%2f%2fIT&language=IT); la relazione parte dall''assunto che le violazioni della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti hanno un impatto diretto sulla vita di donne e ragazze, sulla loro indipendenza economica, sull''accesso al processo decisionale e alla partecipazione alla vita pubblica, sulla vulnerabilità alla violenza maschile, per arrivare all''invito agli Stati Membri di garantire aborto legale e sicuro, senza i vincoli dell''obiezione di coscienza;


[b]22 ottobre 2013[/b]: la relatrice Edite Estrela presenta la proposta di risoluzione all''Assemblea Plenaria del Parlamento europeo per la relativa adozione. Si tratta di un documento non vincolante per gli Stati Membri ma di importanza strategica per il futuro delle donne in Europa. Tra il voto in Commissione ed il voto in Plenaria accade che le lobby conservatrici e religiose muovono ogni deputato possibile arrivando all''insperato successo di re-inviare in commissione il testo e rivederne, al ribasso, i contenuti.


[b]20 novembre 2013[/b]: a Milano associazioni, consultori e realtà diverse, accomunate dalla preoccupazione per i diritti delle donne e per la laicità del Parlamento Europeo, decidono di scrivere una lettera di supporto alla relazione Estrela (qui scaricabile il testo): Associazione Amici della Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni,
Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano, Associazione Casa delle Donne di Milano, Tavolo Consultori del Comune di Milano, Associazione Usciamo dal Silenzio, Gruppo Donne e Cultura Comitati x Milano zona 3,
L''Ombelico Associazione onlus, Nonsolocicogna Associazione post adozione, Consultorio CED di Milano, Consultorio CEMP di Milano, Associazione Italiana per l’Educazione Demografica di Pisa, Collettivo Donne e Diritto di Milano, ArciLesbica Associazione Nazionale, Centro Progetti Donna (CPD), exColorificio per i Beni Comuni di Pisa,


[b]26 novembre 2013[/b]: la FEMM ri-vota sul rapporto, approvandone (19 voti a favore, 15 contrari, nessun* astenut*) l''impianto e stralciando le parti relative a PMA per single (e lesbiche) ed il divieto di sterilizzazione per le persone Trans (qui scaricabile un documento esplicativo). In estrema sintesi: rimangono saldi i punti sull''aborto sicuro e legale, sull''obiezione di coscienza come barriera all''esercizio del diritto, sull''educazione sessuale obbligatoria a scuola ed il rispetto di ogni differenza di genere, orientamento, origine etnica e status sociale/familiare.


[b]6 dicembre 2013[/b]: associazioni europee di donne e di altra e variegata esperienza pubblicano un appello affinchè il Parlamento adotti la Risoluzione, almeno nella versione modificata (http://www.womenlobby.org/news/ewl-news/article/ewl-calls-for-support-for-the?lang=en); le associazioni italiane del 20 novembre ribadiscono i contenuti della lettera inviandola alle/ai 75 rappresentanti italiane/i al Parlamento Europeo.



Il prossimo passo, quello decisivo, è la plenaria in Parlamento, prevista domani 10 dicembre 2013 dalle 11:30 alle 12.

La discussione prima e la votazione poi, detteranno il passo delle prossime decisioni elaborate in Europa in materia di diritti delle donne e di laicità delle istituzioni.



[i]In allegato la lettera al Parlamento europeo[/i]

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