Le donne europee difendono la loro autodeterminazione

WomenarEurope, così si chiama la rete nata da un appello delle donne di Firenze per sostenere la battaglia delle compagne spagnole in difesa dei diritti sul loro corpo.

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 15 gennaio 2014
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“Per un’altra Europa, laica e dei diritti”: si intitola così l’appello alla mobilitazione e alla costruzione di una rete europea di donne che parte da Firenze e che si propone di chiamare WOMENAREUROPE. L’appello ha cominciato a girare in rete e ha già raccolto molte adesioni.



Le informazioni per aderire sono su facebook https://www.facebook.com/womenareurope o sul blog http://womenareurope.wordpress.com/, il modulo per l’adesione si trova all’indirizzo http://goo.gl/EFgIQ3.



Dopo che il Parlamento europeo ha bocciato la risoluzione Estrela, che sollecitava gli stati dell''Unione a sviluppare una legislazione che permettesse ad ogni persona di vivere liberamente la propria sessualità e di decidere se interrompere la gravidanza senza alcun rischio, dopo che il governo spagnolo ha approvato una proposta di legge che riduce le possibilità di interruzione volontaria della gravidanza, si è sentita da parte di numerose donne, singole e associate, l’esigenza di reagire.



Ricordando la frase con cui si apriva una manifestazione nazionale di quasi vent’anni fa (Roma, 3 giugno 1995), affermiamo che sulla maternità alle donne spetta “La prima parola e l’ultima”.



La rete che si sta costruendo pone l’accento sulla laicità e sui diritti, con la convinzione che la possibilità di scelta in materia di sessualità e di orientamento sessuale sia qualcosa che non riguarda solo le donne, ma costituisca un indicatore di libertà per tutte e tutti. Propone quindi alle donne europee di avviare iniziative destinate a sfociare in una manifestazione per il prossimo 8 marzo.

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