Spagna, rompere la cortina di silenzio

'GiULiA chiede all’informazione di rompere la cortina del silenzio e di raccontare la mobilitazione in corso contro la legge Rajoy, per l''autodeterminazione delle donne.'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 29 gennaio 2014

Accendere i riflettori sulla Spagna e sulla straordinaria mobilitazione delle donne in difesa del diritto all’autodeterminazione che una legge varata del governo Rajoy vuole cancellare.
Il primo febbraio, alla stazione Atocha di Madrid arriverà il “Treno della Libertà”, per consegnare al Parlamento spagnolo l’appello “Perchè io decido” che molte adesioni sta raccogliendo sul web.
Anche in Italia, da Roma a Milano, a Bologna, il primo febbraio, si svolgeranno manifestazioni di solidarietà e protesta, per difendere in Europa e anche in Italia il diritto all’autodeterminazione delle donne e alla scelta di una maternità consapevole.



GiULiA, rete e associazione delle Giornaliste Unite Libere Autonome, chiede all’informazione di rompere la cortina del silenzio, di raccontare la mobilitazione in corso e di fare inchieste su come anche in Italia, a 35 anni dall’approvazione della 194, si tenti di svuotarla attraverso un ricorso all’obiezione di coscienza che sta rendendo difficile, e in alcune zone addirittura impossibile, il ricorso all’interruzione di gravidanza.