Il Lazio approva la legge contro la violenza sulle donne

Osservatorio per la Pari opportunità, rete regionale antiviolenza, case rifugio in ogni provincia, consolidamento dei centri antiviolenza e un fondo da un milione di euro.

medici obiettori

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Redazione 8 marzo 2014
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È stata presentata a Roma, alla vigilia dell’8 marzo, la legge Regionale n. 33 dal titolo “Norme per la creazione della rete regionale contro la violenza di genere e per la promozione della cultura dell''inviolabilità del rispetto e della libertà delle donne”.


Dopo mesi di acceso dibattito, la nuova legge prevede l’introduzione di una cabina di regia, guidata dalla presidenza della Regione e l’istituzione di un Osservatorio per la Pari opportunità, l’attivazione di una rete regionale antiviolenza, l’apertura delle case rifugio in ogni provincia del Lazio, il consolidamento dei centri antiviolenza e l’introduzione delle case di semi autonomia e un fondo da un milione di euro.


Per spiegare la legge appena approvata e il fenomeno della violenza contro le donne, è prevista anche una mostra fotografica voluta dal Consiglio regionale del Lazio "Mai più, insieme contro il femminicidio" che girerà in tutte le scuole del Lazio:


“La nostra intenzione è di portarla sia dentro le scuole medie che in quelle superiori, la legge dice ‘scuole di ogni ordine e grado’, sempre accompagnata da dibattiti e iniziative di presentazione e ancor più di "messa in moto" della legge – spiega Marta Bonafoni, consigliera regionale - La scuola e il tema della formazione sono infatti uno dei cuori pulsanti della legge, dove si parla esplicitamente di contrasto alla violenza, superamento degli stereotipi, percorsi di educazione all''effettività. Coinvolti sono tutti i componenti della scuola, dagli alunni ai professori, ai genitori.
L''idea è comunque quella di far girare la mostra anche in altri luoghi pubblici, municipi, biblioteche... In questo senso alcune richieste ci sono già arrivate e la mostra ha già fatto il suo debutto in un''assemblea con le realtà territoriali di Ostia e in una scuola superiore di Vigne Nuove.

La mostra infine è stata messa a disposizione gratuitamente da un gruppo di fotografi indipendenti che hanno scattato durante il corteo a Ostia del primo giugno 2013, organizzato subito dopo il femminicidio dell''infermiera del Grassi”.


Fra le varie cose, rispetto alla comunicazione e informazione, la legge prevede - anche grazie al contributo di Giulia - campagne informative e percorsi formativi nel settore della comunicazione, dei media e dei new media:
“la legge all''art.1, quello sulle finalità, si propone di contrastare nella comunicazione l''uso di termini, immagini, linguaggio verbale e non verbale, prassi discriminatorie offensive e lesive della dignità della donna – prosegue Bonafoni - prevede inoltre una specifica formazione per gli operatori che operano nell''ambito della comunicazione, anche istituzionale, e dei media, avvalendosi anche della collaborazione di università, istituti di ricerca, organismi professionali e associazioni di categoria”.

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