Le pioniere dei diritti delle donne

Tre testi base per la cultura e storia delle donne ripubblicati con cura dalla Caravan Edizioni

medici obiettori

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Redazione 3 luglio 2014

La Caravan Edizioni, piccola realtà editoriale nata a Roma nel 2010 per esplorare le tematiche del viaggio e dell’identità culturale, ha scelto di pubblicare anche un tris di testi fondamentali per la biblioteca delle donne: la "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina" di Olympe de Gouges; la "Rivendicazione dei diritti della donna" di Mary Wollstonecraft e la "Dichiarazione dei sentimenti" di Elizabeth Stanton e Lucretia Mott.



La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina viene pubblicata la prima volta nel 1791: diciassette articoli, come quelli della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, nei quali si affermava l’uguaglianza totale dei diritti dell’uomo e della donna. Olympe de Gouges, ghigliottinata per aver denunciato gli eccessi della stessa rivoluzione, insieme a molte altre donne fu una delle prime a sostenere la libertà di espressione, l’uguaglianza di genere e l’introduzione del divorzio.



La Rivendicazione dei diritti della donna è uno dei primi documenti di filosofia femminista ad opera della scrittrice e intellettuale londinese Mary Wollstonecraft (1759 – 1797), donna dalla vita intensa e breve, nonché
madre di Mary Shelley, l’autrice di Frankenstein.



Elizabeth Cady Stanton (1815-1902) e Lucretia Mott (1793 - 1880) sono invece le organizzatrici insieme a Martha C. Wright e Mary Ann McClintock della prima Convezione sui Diritti delle Donne, che sarebbe passata alla storia come la Convenzione di Seneca Falls. La Dichiarazione dei sentimenti, ispirata alla Dichiarazione di indipendenza americana, ha dovuto aspettare fino al 1919 prima che le donne ottenessero il diritto al voto.