Sabbadini, una fonte per il giornalismo sociale e di genere

'L''Istat ridia ruolo e dignità a una grande pioniera. Una riflessione di Marina Cosi ed il comunicato di GiULiA'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 3 aprile 2016
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Evviva la bella riorganizzazione che diminuisce direzioni e dipartimenti "per ottimizzare i costi" - ciò è cosa più che mai buona e giusta -, effettuata tramite "un team di esperti" - si suppone di conseguenza senza incremento di costi -, con l''obiettivo di "produrre statistiche maggiormente interessanti". E lì ti volevo.

Più interessanti per chi? Già, perchè l''estromissione di Linda Laura Sabbadini dagli incarichi in Istat suona come una sterzata rispetto agli studi statistici che lei per prima e per tre decenni ha implementato sulle povertà, sulle differenze di genere, sulle violenze, sul degrado ambientale..., e che hanno condotto alla formulazione di quell''Indicatore di Benessere Sociale (Bes) ormai universalmente noto.

Lo sa l''Onu, lo sa la Commissione europea, lo sa chiunque e ovunque si occupi di studi di genere, lo sapeva il presidente della Repubblica quando ha conferito la commenda, ormai dieci anni fa, ad una Linda Laura Sabbadini oggi ridotta a "dirigente ricercatrice in attesa d''incarico".

Ci sono ancora alcuni, pochi giorni per rimediare. Stupiteci: rimediate.


Sulla vicenda come rete GiULiA abbiamo scritto questo comunicato stampa:


Competente, scrupolosa, intuitiva, una donna per le donne. Linda Laura Sabbatini ha aperto una nuova strada, anzi un''autostrada, all''indagine statistica indagando per l''Istat le povertà, la sperequazione di genere, i costi delle violenze, il degrado ambientale e così contribuendo alla nascita del BeS (l''Indicatore di benessere sociale).

Consultata anche dalle maggiori organizzazioni internazionali, dall''Onu alla Commissione europea, insignita della Commenda dal Presidente della Repubblica, Sabbadini resta un''inesauribile fonte di informazioni sociali per chi fa informazione. Giulia, l''associazione di giornaliste, trova ingiustificabile e offensiva la decisione dell''Istituto di allontanarla dalla carica e quindi si aspetta di rivederla operativa in un ruolo adeguato alla sua trentennale esperienza e alle attese di fruitrici e fruitori dei dati Istat. Giulia inoltre ritiene l''episodio un pessimo segnale di indifferenza alle competenze e all''equilibrio di genere.

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