Quelle ignobili battute su Virginia Raggi

Non siamo stupite e quindi non ci basta un’occasionale indignazione, ma vogliamo un controllo consapevole e vigile nell’uso delle parole da parte dei media

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 11 febbraio 2017

Anche noi siamo indignate, ma non stupite.


Contro le ignobili battute di Vittorio Feltri sulla sindaca Virginia Raggi – che ha tutta la nostra solidarietà - ci sentiamo ben rappresentate dall’immediata reazione del nostro Sindacato e dell’Ordine lombardo. E contiamo su una pesantissima sanzione del Consiglio di disciplina, a cui il “direttore editoriale” è stato deferito assieme a Pietro Senaldi, direttore responsabile di Libero. Già perché Feltri il ruolo di responsabile non se lo prende più, troppo rischioso, avendo patteggiato due mesi di reclusione per la pubblicazione dei bimbi offesi, oltre ad aver collezionato radiazione, riammissione, sospensione… La sua provocatoria beceraggine però ha fatto scuola, perché di attacchi ingiuriosi è pieno un certo giornalismo (oltre che la politica, i social). Già poche ore dopo la polemica si era trasformata in conflitto fra testate, a dimostrazione della strumentalità politica dell’attacco sia feltriano, al corpo e alla dignità d’una donna e dunque delle donne, sia di suoi oppositori.



Non siamo stupite e quindi non ci basta un’occasionale indignazione, ma vogliamo un controllo consapevole e vigile nell’uso delle parole, degli stereotipi, delle immagini da parte dei media. Il mestiere dei media, cioè di noi, di tutte e tutti noi, è informare senza pregiudizi. E contrastare la deriva da bar sport di commenti senza “più alcuna intermediazione tra stomaco e polpastrelli”.



Le giornaliste di Giulia