'Le richieste delle Consigliere di Parità in attesa dell''8 marzo'

Anche per le giornaliste deve valere la Risoluzione Europea sulle condizioni di equilibrio tra vita privata e vita professionale

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 24 febbraio 2017

La Conferenza nazionale delle Consigliere di parità chiede che la Risoluzione Europea sulla “Creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all’equilibrio tra vita privata e vita professionale”, rappresenti da subito per il Governo una linea da seguire per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne (e degli uomini). Incluse le giornaliste. E aderisce ai contenuti dell’appello del movimento “Ni una menos” (Non una di meno) che, nato in Argentina, ha contaminato 22 paesi e tante associazioni e movimenti per dire “No alla violenza maschile” sulle donne l’8 marzo prossimo.


La Consigliera di parità è una pubblica ufficiale di nomina del Ministero del lavoro con il compito di controllare e garantire che i principi di uguaglianza e pari opportunità nel mondo del lavoro siano rispettati.
Di fronte ad una denuncia o segnalazione scritta, essendo una pubblica ufficiale, agisce d’ufficio, segnalando il caso all’autorità giudiziaria, promuovendo azioni in giudizio individuali e collettive e predisponendo procedure per la rimozione delle discriminazioni.


Interviene in giudizio, fornendo supporto giuridico, quando non è garantita parità di trattamento nell’accesso al lavoro, nella formazione, nella progressione di carriera, nella retribuzione e nello svolgimento del rapporto di lavoro.


Nei casi di presunta discriminazione basata sul sesso sul luogo di lavoro (sia pubblico che privato) le donne direttamente interessate, le organizzazioni sindacali, le associazioni, possono inoltrare una denuncia alla Consigliera di parità provinciale, regionale o nazionale, a seconda della portata dell’evento discriminatorio denunciato.


Nella battaglia per la rimozione delle discriminazioni delle donne sui luoghi di lavoro le Consigliere di parità sono affianco a Gi.U.Li.A. giornaliste fin dalla sua costituzione. Gi.U.Li.A. ha organizzato negli anni diversi corsi di formazione professionale sul linguaggio di genere, affiancata da alcune Consigliere regionali. Tra le altre, molto attiva è la Consigliera di parità regionale Serenella Molendini, che ha finanziato una ricerca sulle condizioni di lavoro delle giornaliste nelle redazioni pugliesi, sul livello di sommerso e sui ruoli apicali ricoperti.


Molendini è partner di Gi.U.Li.A. anche nel Forum delle giornaliste del Mediterraneo, nella convinzione l’uso corretto del linguaggio sia il punto di partenza irrinunciabile per combattere le discriminazioni sui luoghi di lavoro e la violenza di genere.
Scarica la comunicazione delle consigliere di parità.