Se Mario è un muratore, Emma è una muratrice

Ecco lo spot "Le parole giuste" coprodotto da Corecom e Giulia. Aiutateci a renderlo virale! [di Alessandra Testa]

La presidente del Corecom Giovanna Cosenza alla presentazione del video

La presidente del Corecom Giovanna Cosenza alla presentazione del video

Redazione 8 marzo 2017

Se Rocco è un allenatore, Anna è un''allenatrice. Se Mario è un muratore, Emma è una muratrice. Se Pietro è un avvocato, Sarah è un'avvocata.


«C'è un nome femminile per tutte le professioni. Diamo valore al valore delle donne. Usiamo le parole giuste!». È questo il messaggio immediato dello spot "Le parole giuste" coprodotto dal Corecom - Comitato regionale delle comunicazioni - e dalla nostra associazione di giornaliste Giulia. Diretto dalla regista Elisa Mereghetti, è un brevissimo audiovisivo di 48 secondi che, con un trucchetto visivo, il maschile sotto la protagonista e il femminile sotto al protagonista, gioca sul paradosso linguistico che si crea quando le professioni non vengono declinate sul genere di chi le esercita a dispetto di una lingua come l'italiano che fornisce la giusta e corretta alternativa.

Scritto dalle giornaliste di Giulia Beba Gabanelli e Mara Cinquepalmi, e montato anche in tre brevi pillole di una ventina di secondi per ogni professione citata, lo spot è stato presentato questa mattina nel palazzo dell''Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dalla presidente del Corecom Giovanna Cosenza, dalla presidente della commissione parità dell''Assemblea legislativa Roberta Mori, dall''assessora alle pari opportunità della Regione Emma Petitti e dalla regista Elisa Mereghetti.

Realizzato un anno fa e frutto del lavoro sul linguaggio che Giulia porta avanti da anni, come dimostra il manuale "Donne, grammatica e media - Suggerimenti per l''uso dell'italiano" pubblicato nel 2014 e come dimostrano i tanti incontri di formazione rivolti ai colleghi, è anche il risultato del percorso che ha portato, sempre nel 2014, alla condivisione del protocollo di intesa "Donne e media" firmato per promuovere una rappresentazione rispettosa del genere femminile nell''ambito dell''informazione e della comunicazione. A sottoscriverlo, lo ricordiamo, Giulia, Regione Emilia-Romagna, Corecom, le associazioni di categoria Aeranti-Corallo, Associazione della Stampa Emilia-Romagna Aser, Associazione Tv Locali - Federazione Radio Televisioni FRT, Federazione nazionale della stampa Fnsi, Ordine dei giornalisti dell''Emilia-Romagna, Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell''Università di Bologna e Scuola superiore di giornalismo dell''Università di Bologna.

Presentare "Le parole giuste" proprio l''8 marzo, giornata internazionale della donna, non è un caso. Perché a dispetto di chi sventola la bandiera del benaltrismo (e la disuguaglianza di genere si manifesta, ne siamo consapevoli, soprattutto a livello lavorativo ed economico) la parità passa anche e, soprattutto, attraverso il linguaggio. Un linguaggio accordato al femminile su cui spesso sono proprio le donne a storcere il naso perché è ancora valida la prassi secondo cui nominare al maschile la professionalità sembra dare più autorevolezza al ruolo indicato.

Ma se è vero che ciò che non è nominato, in fondo, è come se non esistesse, la Regione Emilia-Romagna ancora una volta sceglie di fare da apripista e di puntare sull''importanza delle parole facendo propri gli strumenti del pubblico giovane da formare il prima possibile. Per lo spot "Le parole giuste", infatti, è già stato pensato un canale YouTube ad hoc e di richiedere la collaborazione dei media locali per renderlo virale su televisioni e canali Internet nella speranza che prima o poi entri anche nelle scuole.


«Accontentarsi non basta, tutte e tutti hanno bisogno di riflettere e di fermarsi a pensare sull''importanza delle parole» è il grido di battaglia della presidente del Corecom, Giovanna Cosenza.
E se lo dice Cosenza, che in conferenza stampa ha fatto un piccolo coming out ammettendo come solo una decina di anni fa lei stessa non dava alcuna importanza al tema del femminile, c''è da fidarsi.


Infine, un messaggio che lanciamo alle colleghe più scettiche.
L'Emilia-Romagna è la regione che prima in Italia ha firmato la legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere. Andatevi a rileggere il primo comma dell''articolo 9 di tale legge, formulato in collaborazione con Giulia, potreste aver voglia di schierarvi dalla nostra parte!

Per comodità, prima di lasciarvi alla visione de "Le parole giuste", lo copiamo di seguito:

Art 9 Linguaggio di genere e lessico delle differenze[/b][/b]

1. La Regione riconosce, ai fini di uno sviluppo coerente delle proprie politiche di genere, che la lingua rispecchia la cultura di una società e ne è una componente fortemente simbolica e che l''uso generalizzato del maschile nel linguaggio è un potente strumento di neutralizzazione dell''identità culturale e di genere che non permette un''adeguata rappresentazione di donne e uomini nella società.

Ecco "Le parole giuste":



http://www.assemblea.emr.it/corecom/il-corecom-per-i-cittadini/video/le-parole-giuste-1/le-parole-giuste


 


 


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