Declinare cariche e ruoli al femminile significa riconoscere un diritto

Giulia condivide e fa proprio il comunicato della Commissione Pari Opportunità della Fnsi. Siamo a fianco della presidente Boldrini: questa è una nostra battaglia da sempre

Laura Boldrini

Laura Boldrini

Redazione 10 ottobre 2017

Battaglia per un linguaggio rispettoso delle identità e delle differenze. Giulia è consapevole delle difficoltà e soprattutto delle contraddizioni inevitabili di ogni processo storico di affrancamento. Due passi avanti e uno indietro. E si procede.


Perché fa ancora paura declinare al femminile cariche e ruoli professionali ricoperti dalle donne? Colpisce che trent'anni dopo le Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana, redatte da Alma Sabatini per la presidenza del Consiglio dei ministri, ancora faccia scalpore che si chieda di declinare in modo corretto, in base alla grammatica e al rispetto di genere, cariche e ruoli. E colpisce che a sollevare l'ultimo polverone siano proprio le dipendenti della Camera dei deputati, o meglio appena il 10% delle dipendenti. È proprio la Camera che ha visto le prime madri costituenti, poi la prima presidente, Nilde Iotti, e sedere nei banchi del governo la prima ministra, Tina Anselmi. Il superamento delle discriminazioni e la democrazia paritaria, passano anche dal riconoscimento che donne e uomini hanno pari diritti a ricoprire ruoli tradizionalmente appannaggio maschile... Declinare cariche e ruoli al femminile significa esattamente questo: riconoscere un diritto. Come giornaliste siamo da anni impegnate per diffondere anche nelle redazioni l'uso corretto del linguaggio di genere. La Commissione Pari Opportunità della Fnsi sostiene l'impegno della presidente Boldrini e  si augura che la Camera non voglia tornare indietro rispetto a quanto deciso nei mesi scorsi dall'Ufficio di Presidenza di Montecitorio