La legge sull'aborto ha quasi 40 anni ma continuano ad attaccarla

Dopo i feti sui muri di Roma e lo striscione "194 strage di Stato" davanti alla Casa delle donne, appello ai media: mantenete accesa l'attenzione sui diritti

Lo striscione contro la 194 davanti alla Casa delle donne di Roma

Lo striscione contro la 194 davanti alla Casa delle donne di Roma

Redazione 9 aprile 2018

Stanno tornando in forze, dunque prepariamoci, poiché nulla è conquistato per sempre. Le gigantografie di feti dell'associazione Pro Vita sui muri di Roma e lo striscione squadrista "194 strage di stato" (anzi "di Stato", perché i fascisti di Forza Nuova non rispettano la libertà di scelta, ma le maiuscole sì) dinanzi alla Casa internazionale delle donne sono solo gli ultimi attacchi espliciti all'ormai quarantennale legge sull'interruzione volontaria di gravidanza. Aggressioni che si sommano a quegli attacchi subdoli che, usando strumentalmente la norma sull'obiezione di "coscienza" all'aborto, costringono le cittadine italiane a peregrinare da una regione all'altra o all'estero ed a subire un protrarsi dei tempi d'attesa stressante e pericoloso per la salute.


GiULiA è solidale con le volontarie dell'associazione "Vita di donna" - presa di mira da Forza Nuova, che peraltro promette altri blitz - e si rivolge a tutte le colleghe ed ai colleghi di buona volontà perché mantengano accesa, con cronache e inchieste, l'attenzione dell'informazione su questo ed altri diritti primari delle persone. Denunciando la violenza di ideologie e religioni fasciste o fondamentaliste, come pure l'uso illiberale e strumentale del potere burocratico.

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