No More: appello contro il femminicidio

La Convenzione - di cui GiULiA è tra le firmatarie - lancia un appello e invita ad aderire e promuovere iniziative in vista della giornata del 25 novembre. Di [Luisa Betti]

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 24 ottobre 2012

Per fermare il femminicidio in Italia la Convenzione nazionale contro la violenza maschile sulle donne – femminicidio (redatta dalle associazioni che lavorano in tutta Italia contro la violenza di genere), lancia un appello che può riassumersi con il grido ”No More femminicidio!” e invita ad aderire e a sottoscrivere la Convenzione nazionale mandando una email aconvenzioneantiviolenza@gmail.com La Convenzione “No More!”, presentata una settimana fa a Roma, mette sul piatto l’idea di una sorta di Stati generali su violenza – femminicidio promuovendo una mobilitazione permanente fatta di incontri, eventi e iniziative per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che accade oggi in Italia: iniziative che culmineranno il 25 novembre nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne in cui le associazioni e le realtà della società civile che hanno redatto, condiviso, o aderito ai contenuti e le richieste di questa proposta, potranno coordinarsi in un unica grande iniziativa “No More!” con eventi sparsi su tutto il territorio nazionale.

Su questa base la Convenzione fa APPELLO alle realtà nazionali e locali, alle singole persone, a chi vuole che questa mattanza abbia fine, a sottoscrivere questa Convenzione (mandando una email con scritto: “aderisco alla Convenzione No More!”), e a promuovere fino al 25 novembre iniziative nella propria città, nelle proprie regioni, nelle proprie sedi locali, portando ovunque il documento della Convenzione a cui hanno già aderito, tra le altre, Bianca Pomeranzi dell’Onu (Comitato Cedaw) e l’On. Rosa Villecco Calipari.



Nei suoi contenuti, che hanno lo scopo di combattere la violenza e di tutelare le donne (e per questo firmare la Convenzione significa combattere la violenza contro le donne – femminicidio), la Convenzione “No More!” chiede alle istituzioni e al governo di verificare fin da subito l’efficacia del Piano Nazionale contro la violenza varato dal governo nel 2011, e l’immediata revisione del Piano stesso ritenendo fondamentale che

- sia ratificata immediatamente la Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul 2011) sulla prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica, e siano ottemperate le raccomandazioni conclusive rivolte all’Italia dal Comitato CEDAW del 2011 e dalla Relatrice Speciale ONU contro la violenza sulle donne del 2012;

- sia costruito e rafforzato il sistema di servizi pubblici e convenzionati sul territorio a partire dai centri antiviolenza;

- sia garantita la formazione di tutti i soggetti che lavorano, nei vari settori, con le vittime di violenza e i minori in un’ottica di genere;

- sia vietato, in caso di separazione e affido dei minori, nei casi di violenza domestica e assistita o subita dai figli chiediamo, l’affido condiviso e che venga applicato come prassi l’affido esclusivo al genitore non violento; sia vietato l’utilizzo della sindrome di alienazione parentale (PAS) in ambito processuale ed extraprocessuale; e non sia consentito l’utilizzo di tecniche di mediazione familiare in ambito processuale e da assistenti sociali.

- vi siano interventi tempestivi a difesa dell’incolumità delle donne che denunciano violenze in conformità agli obblighi derivanti allo Stato dagli accordi internazionali ed in attuazione dei principi stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti Umani in materia di violenza sulle donne;

- sia stabilita una rilevazione dei dati sistematica, integrata e omogenea in materia di violenza sulle donne su tutto il territorio nazionale, da parte dei diversi servizi coinvolti con la loro rielaborazione e la pubblicazione da parte dell’ISTAT;

- vengano rese comunicanti le banche dati delle forze dell’ordine;

- si adottino corsi di formazione su violenza di genere – femminicidio per i giornalisti che già svolgono la professione nelle redazioni e per chi si appresta a svolgerla (scuole di giornalismo e master);

- vengano rivolte campagne di sensibilizzazione nazionali e locali a contrasto della violenza maschile sulle donne rivolte a tutta la popolazione e in particolare agli uomini;

- nella scuole e nelle università, la didattica contenga anche gli argomenti della discriminazione e la violenza di genere, e che in particolare sia fatta attenzione all’adozione di libri di testo che non veicolino pregiudizi di genere nel linguaggio e nei contenuti.

- in particolare chiede al Presidente del consiglio Mario Monti e ai suoi Ministri
di incontrare il coordinamento della Convenzione.


[i]In allegato il testo della Convenzione.



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