Medioevo: Israele, rabbino contro le cantanti (e i soldati che le ascoltano)

'L''intervento dell''illuminato Eliezer Melamed dopo una direttiva della settimana scorsa che vieta ai militari religiosi di partecipare ad eventi dove cantano donne'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 9 gennaio 2012
'Gerusalemme, 9 gen - Nuova sfida degli ultraortodossi a favore della segregazione delle donne, o perlomeno nuovo attacco misogino. Dopo il caso della bimba di otto anni vessata e ingiuriata mentre andava a scuola perché non vestita adeguatamente e i casi di vessazioni delle donne sui bus - dovrebbero sedersi dietro - stavolta ci vanno di mezzo le cantanti e i militari. Incredibile ma vero: un rabbino ha esortato i soldati religiosi a disertare tutte le cerimonie militari nelle quali siano previsti esibizioni canore femminili.
L''intervento del rabbino Eliezer Melamed, uno dei leader del gruppo evidentemente oscurantista [i]Sionismo religioso[/i], giunge dopo che la settimana scorsa l''esercito ha imposto una direttiva che vieta ai militari di astenersi dal partecipare ad eventi dove cantano donne. "Un soldato al quale vien ordinato di ascoltare dal vivo una donna che canta deve andarsene. Ora che la questione e'' diventata un problema pubblico, deve farlo apertamente e a testa alta", ha scritto il rabbino nel settimanale religioso Besheva, aggiungendo che i soldati devono essere pronti a rischiare "il carcere, la cacciata dai corsi e le umiliazioni, pur di restaurare la dignita'' della tradizione ebraica".
La vicenda del canto delle donne, dopo uno scontro avvenuto di recente ad una cerimonia militare, e'' uno dei tanti punti di frizione fra laici e ultraortodossi che agitano la societa'' israeliana. Lo scorso 4 gennaio il rabbino dell''aviazione israeliana, Moshe Ravad, si e'' dimesso dopo che l''esercito ha imposto la presenza di tutti i militari alle cerimonie previste, anche se vi sono esibizioni canore femminili. Il tutto accade nel democratico stato di Israele.

Il caso di Naama Margolis doveva essere un evento isolato, e invece sta mandando Israele in fiamme: lei, Naama, è una bambina di nemmeno otto anni che stava semplicemente andando a scuola a Beit Shemesh, a poca distanza da Gerusalemme, quando un ebreo ortodosso ha iniziato a darle addosso: il fatto è successo più volte. Gli ebrei osservanti ritengono che la bambina, e le donne più in generale, debbano portare vestiti morigerati e modesti: perché questo accada hanno addirittura chiesto alle forze di polizia di aiutarli a promuovere la segregazione sessuale.'