Israele: ultraortodossi colpiscono ancora. Sassi e bottiglie contro una donna "immodesta"

Nel quartiere Beit Shmesh per affiggere volantini, Natali Mashiah, 27 anni, è stata circondata da una decina di Haredim. In tre sono stati arrestati

Stop violenza

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Redazione 26 gennaio 2012
'Gerusalemme, 25 gen - Una donna e'' stata violentemente aggredita da una decina di [i]Haredim[/i] nel quartiere di Beit Shmesh a Gerusalemme, in un nuovo episodio di violenza da parte di estremisti ultraortodossi. "Ad un certo punto ho creduto di morire" ha raccontato la giovane visibilmente scossa alla polizia.

Tutto e'' iniziato, racconta il sito di Haaretz, quando la 27enne Natali Mashiah e'' arrivata nel quartiere per affiggere degli avvisi pubblicitari. Un uomo si e'' avvicinato chiamandola [i]puttana[/i] e ordinandole di andare via. Mashiah ha chiamato la polizia con il telefono cellulare, ma intanto attorno a lei si era formata una piccola folla di dieci uomini muniti di sassi e bottiglie. La donna si e'' allora precipitata verso la macchina, ma prima che potesse mettere in moto, l''auto e'' stata circondata. Gli aggressori hanno sfasciato i finestrini e sgonfiato le gomme. Poi le hanno strappato le chiave dell''accensione e le hanno rovesciato addosso della varechina. La giovane e'' riuscita a divincolarsi ma e'' stata colpita alla testa da un sasso lanciato dai suoi aguzzini. A quel punto e'' arrivata la polizia che ha effettuato tre arresti.

L''aggressione e'' avvenuta nello stesso quartiere dove vive la bambina di otto anni che in televisione ha raccontato in lacrime degli insulti e gli sputi degli ultraortodossi che subisce quando va a scuola, a causa dei suoi abiti poco modesti. I continui scontri fra laici e le frange piu'' estremiste degli ebrei ultraortodossi preoccupano sempre piu'' l''opinione pubblica israeliana.
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