Quote rosa in Germania, battaglia di Merkel alle prossime elezioni

'L''articolo 3 della Costituzione stabilisce la parità dei diritti fra uomo e donna, ma la realtà racconta un''altra storia: ai vertici le donne sono solo il 15,6%'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 22 marzo 2012
'Berlino, 22 mar - [b]Una donna al governo del Paese[/b], ma la parita'' dei sessi ancora molto lontana: per questo, il tema delle quote rosa, e'' di grande attualita'' in Germania e potrebbe anche diventare il cavallo di battaglia della cancelliera Angela Merkel alle legislative del 2013. L''articolo 3 della Costituzione tedesca stabilisce la parita'' dei diritti fra uomo e donna, ma la realta'' racconta un''altra storia: ai vertici delle aziende e delle istituzioni le donne sono mosche bianche e rappresentano [b]solo il 15,6%. [/b]Le donne dirigenti guadagnano il 20% in meno degli uomini e, in generale, la donna sconta nella carriera il peso del doppio onere lavoro e famiglia, della gravidanza e di una infinita'' di pregiudizi duri a morire nella societa''.


[b]Donne di tutti i partiti[/b], dell''economia e altre categorie professionali si sono ora organizzate col fine di far mettere in atto proprio il dettato dell''Art. 3, paragrafo 2, comma 2 della Legge fondamentale sulla parita'' dei sessi. Per arrivarci, a loro avviso, la scorciatoia e'' l''introduzione delle [i]quote rosa[/i], soluzione che non piace quasi a nessuno ma che viene vista come il male minore. In una [i]Dichiarazione di Berlino[/i] presentata dalle parlamentari di tutti i partiti presenti al Bundestag lo scorso 15 dicembre, e finita sul tavolo della cancelliera, si sollecita un disegno di legge che preveda l''obbligo, tanto per cominciare,di una quota del 30% di presenza di donne nei quadri direttivi delle aziende. Quota destinata ad aumentare in seguito, con la prossima legislatura. Da allora, il tema delle quote rosa ha animato, e diviso trasversalmente, il dibattito parlamentare, al punto da non poter essere piu'' ignorato da nessun partito, tanto piu'' ora alle porte dell''anno elettorale 2013. Anche Merkel ne e'' consapevole, e pare anche propensa a farne il cavallo di battaglia della sua campagna per la rielezione nel 2013.


[b]Paladina combattiva dell''offensiva della quote[/b] e'' la ministra del lavoro e affari sociali, Ursula von der Leyen (Cdu), vicina a Merkel. Molte donne vip di tutti i partiti - da Spd, Verdi e la Linke post-comunista - vi hanno aderito, cosi'' come pure molte famose esponenti dei media, dell''industria e delle organizzazioni sociali. Molte altre pero'' sono scettiche o contrarie, come la ministra della famiglia Kristina Schroeder, della stessa Cdu cristiano democratica, che si oppone fermamente al progetto dell''Ue di una norma obbligatoria per una quota rosa in Europa. Contrari anche i liberali alleati della cancelliera al governo Cdu-Csu/Fdp, che la considerano incompatibile col loro credo liberista, e sono sempre piu'' un inciampo per Merkel. Attualmente la Fdp vegeta attorno al 2% e rischia di scomparire dallo scenario politico, ma fino alle elezioni, se non vuole rischiare che cada il governo, Merkel deve conviverci, per questo si esclude che il disegno di legge sulle quote rosa passi in questa legislatura. Se ne riparlera'' dopo le elezioni del 2013, quando con molta probabilita'' i liberali non saranno piu'' al governo. Una cosa comunque e'' certa, il tema appassiona, e la stampa ne parla molto.


[b]''''Perche'' la quota rosa non e'' democratica ma necessaria lo stesso''''[/b], scrive la scrittrice giornalista di Spiegel, Elke Schmitter, sezionanzo peraltro il maschilismo strisciante nella testata ammiraglia della sinistra tedesca: le donne in redazione rappresentano solo il 26,7%, e solo tre sono vice redattori capo. Tutti gli altri incarichi importanti sono ricoperti da uomini, denuncia: un divario che i media, che hanno il compito di riflettere e analizzare il presente,non si possono permettere. Le quote, conclude, sono antipatiche e un regresso, ma anche la realta'' e'' snervante e non democratica.
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