LIBRI: Islam, donne e il paradiso ai loro piedi

Dal Cairo a Sana'a, da Karachi a Kabul, da Rabat a Riyadh, storia di una rivoluzione femminile ininterrotta. L'autrice è la giornalista Francesca Caferri

Francesca Caferri

Francesca Caferri

Redazione 24 aprile 2012

Roma, 23 apr - L'esordio è di quelli che sorprendono. Una cena fra donne come potrebbe essere dovunque, con le chiacchere di tante: calorie, lavoro, vacanze, figli e mariti. Ma il luogo e'' Riad, e le donne sono due occidentali e tre saudite che si sono appena incontrate. Inizia così, con un piccolo episodio che già di per sé smentisce tanti stereotipi sulla donna araba, il libro della giornalista di Repubblica. Un agile saggio, anche in e-book, che per titolo sceglie una frase attribuita a Maometto nella Sunna, la tradizione dei detti del Profeta: resta con tua madre, dice ad un giovane che vuole partire per la guerra, perché ''il paradiso è ai suoi piedi''. E' a questa visione dell'Islam, molto diversa da quella univoca dei burqa e della sottomissione al potere maschile che ''come un disco rotto'' va per la maggiore su tanta stampa occidentale, che si ispirano le donne di questo libro. Donne che non sono eroine isolate e controcorrente, sottolinea l'autrice, ma incarnano una trasformazione in atto da tempo.
Ci sono tante rivoluzioni nel mondo islamico che l'Occidente non ha saputo anticipare, ricorda la giornalista, come quella dei giovani e delle tecnologie esplose nelle rivolte arabe. ''Quella delle donne sta passando sotto i nostri occhi da anni - osserva - ma neanche questa percepiamo''. Una rivoluzione partita anch''essa da internet e tv satellitari, e destinata a condividere le stesse sorti della Primavera araba: ''se vinceranno i riformatori e le donne che sono al loro fianco, il cambiamento saraà epocale''. A interpretare questo cambiamento sono alcune delle donne che Francesca Caferri ha incontrato nei suoi viaggi, dall'Egitto allo Yemen, dall'Arabia Saudita all''Afghanistan, dal Pakistan al Marocco. Come la giovane egiziana Asma Mahfouz, che con un video girato da sola e messo su YouTube ha spinto in strada migliaia di connazionali contro Mubarak. Ritrovandosi poi accanto anche l'ottantenne psichiatra e femminista Huda Shaarawi, le cui decennali battaglie non si erano fermate nemmeno con l'esilio. O la giornalista yemenita Tawakkol Karman, prima donna araba a ricevere il Nobel per la Pace proprio per il suo ruolo nella rivolta di Sanaa, o la manager saudita Khlood al-Dukheil, una delle più in vista nel regno dove le donne non possono guidare. E ancora, la marocchina Fatema Mernissi, capostipite di quel femminismo islamico che non sposa acriticamente il modello occidentale, ma cerca in una diversa interpretazione delle Scritture il fondamento teologico di diritti della donna affermati nell'Islam delle origini, ma sepolti da secoli di letture conservatrici. E sempre in Marocco, su un fronte diverso ma non del tutto opposto, Nadia Nassine, la pasionaria dell'Islam che l''autrice definisce come il ''prototipo di un modello femminile sempre piu'' diffuso nel mondo musulmano: donne conservatrici che usano la religione per rivendicare il loro ruolo nella società''. Ritratti di donne normali, divise tra lavoro e famiglia, lontane dai modelli patinati ad uso mediatico costruite su first ladies come Rania di Giordania. E soprattutto avanguardie di tante altre che ''conducono una lotta quotidiana - conclude l'autrice - che noi, in Occidente, ignoriamo, tutti presi a discutere di veli e di centimetri di pelle da coprire e scoprire''.


IL PARADISO AI PIEDI DELLE DONNE. LE DONNE E IL FUTURO DEL MONDO MUSULMANO di Francesca Caferri (MONDADORI, 165 pp, l7 EURO)
In copertina la psichiatra e femminista egiziana, Huda Shaarawi