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Tumore al seno, una nuova terapia abbatte la mortalità del 35%

'l trattamento T-DM1, sperimentale, utilizza l''anticorpo trastuzumab "armato" di una potenete tossina per colpire in modo mirato le cellule cancerose.
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Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 4 giugno 2012
'Chicago, 3 giu - [b]Nuove speranze contro il cancro al seno metastatico [/b]grazie a un farmaco sperimentale che abbina in un''unica molecola l''anticorpo monoclonale trastuzumab e l''agente chemioterapico DM1. Trastuzumab emtansine (T-DM1), questo il nome del medicinale targato Roche, si e'' dimostrato in grado di abbattere di oltre un terzo (-35%) il rischio di peggioramento della malattia, o di morte, nelle donne che hanno ricevuto T-DM1 rispetto alle pazienti trattate con chemio (lapatinib piu'' capecitabina). Lo studio [i]Emilia[/i] ha catalizzato l''attenzione degli oncologi riuniti a Chicago per il summit dell''American Society of Clinical Oncology (Asco). Il trial, il primo randomizzato di fase clinica III su T-DM1 in pazienti con carcinoma mammario metastatico Her2-positivo, forma particolarmente aggressiva del big killer delle donne con tumore, precedentemente trattate con trastuzumab e chemioterapia a base di taxani, e'' stato illustrato in sessione plenaria al piu'' grande congresso al mondo di oncologia medica. ''''Il farmaco T-DM1 e'' il coronamento di un progetto nato all''inizio degli anni ''80 - spiega Luca Gianni, direttore del Dipartimento di oncologia medica dell''Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano - quando e'' stato possibile cominciare a produrre gli anticorpi monoclonali diretti contro bersagli specifici della cellula tumorale. La comunità scientifica ha sempre sognato di poter aggiungere agli anticorpi i farmaci citotossici [b]per poter colpire in modo mirato le sole cellule malate[/b], attenuando gli effetti collaterali della chemio. Il T-DM1 e'' un grande successo dopo 20 anni di ricerca''''.


[b]Entro fine 2012 richiesta di via libera in Usa e Ue[/b].
Nello studio si e'' osservata anche una tendenza a vivere piu'' a lungo (sopravvivenza globale) nelle donne che hanno ricevuto trastuzumab emtansine, ma il dato e'' ancora preliminare e va approfondito. Il profilo di sicurezza del nuovo farmaco e'' risultato coerente con quello osservato in precedenti studi, e il numero di pazienti trattate che ha sperimentato effetti indesiderati severi e'' minore rispetto a quello delle donne che hanno ricevuto lapatinib piu'' capecitabina (40,8% contro 57%). ''''I dati incoraggianti sull''efficacia, sul profilo di sicurezza e sulla qualita'' della vita che emergono dallo studio [i]Emilia[/i] vanno a sostegno della nostra convinzione che trastuzumab emtansine puo'' avere un ruolo importante per le pazienti affette da tumore al seno metastatico Her2-positivo'''', commenta Hal Barron, Chief Medical Officer e Head, Global Product Development Roche. La compagnia basilese e l''americana Genentech (gruppo Roche) hanno in programma di presentare quest''anno la richiesta di via libera a T-DM1 agli enti regolatori Usa e Ue, Fda ed Ema.
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