Stupro di gruppo a Pineta Sacchetti, condannati a 10 anni

'I sei filippini responsabili della violenza su una 17enne il 30 aprile dell''anno scorso a Roma. Zingaretti, manca la mobilitazione maschile'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 5 giugno 2012
'Roma, 4 giu - [b]Condanne per complessivi 58 anni di carcere ai responsabili dello stupro[/b] di una ragazza 17enne avvenuto il 30 aprile dello scorso anno a Roma. Il gup Nicola Di Grazia ha condannato cinque giovani filippini, tutti compresi tra i 20 e 22 anni, per il reato di violenza sessuale e sequestro di persona così come sollecitato dal pm Eugenio Albamonte. Cinque le condanne a dieci anni di reclusione e una a 8 anni nei confronti della persona che, con il suo racconto, ha fornito elementi utili ad individuare gli altri componenti del branco. Gli imputati sono stati giudicati tutti con rito abbreviato. Ad incastarli le tracce di dna trovate sugli indumenti della vittima. Nel procedimento, il comune di Roma si era costituito parte civile: il giudice ha oggi stabilito che i sei giovani filippini dovranno corrispondere all''amministrazione capitolina un risarcimento di 50mila euro che andrà, con destinazione vincolata, al fondo antiviolenza del Dipartimento Pari Opportunità.


[b]Il fatto avvenne nella notte del 30 aprile 2011[/b] quando al 113 arrivo'' la telefonata di un ragazzo che aveva raccontato di essere stato vittima di un''aggressione da parte di giovani sconosciuti mentre era all''interno di una costruzione abbandonata nei pressi del parco della Pineta Sacchetti. Le volanti della polizia intervenute sul posto trovarono il giovane con altri tre amici, due ragazzi ed una ragazza. I quatto raccontarono agli agenti che un''altra loro amica era stata portata via con la forza. Trascinata in un punto isolato della pineta, la ragazza era stata violentata a turno da tutti. ''''Giustizia è stata fatta - hanno commentato i legali di parte civile, gli avvocati Giampiero Fantozzi e Giorgia Luchi - anche se il danno non è risarcibile. Ferite psicologiche di questo tipo non si rimarginano mai''''.


[b]ZINGARETTI, MANCA LA MOBILITAZIONE MASCHILE[/b]

"Abbiamo bisogno di prendere coscienza di una cosa che si ha paura persino a dire, che la violenza sulle donne la fanno i maschi. E'' un tema che riguarda tutti gli uomini. Io faccio manifestazioni contro la mafia e non sono mafioso, faccio manifestazioni per la pace anche se non ho mai ucciso nessuno, eppure in questo paese non c''e'' mai stata una mobilitazione autonoma degli uomini contro la violenza sulle donne, perche'' c''e'' uno scoglio culturale che ci fa dire ''ma io non sono cosi'''' ". Lo ha dichiarato Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, a ''Brontolo'' condotto da Oliviero Beha su Rai Tre, commentando i dati del 2012 secondo cui [b]dall''inizio dell''anno 61 donne sono state uccise da mariti, padri, fratelli, amanti, corteggiatori respinti, una ogni tre giorni[/b]. Si tratta della prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni. "Questo atteggiamento mentale diventa una giustificazione. I maschi di questo paese dovrebbero prendere in mano la bandiera e far sentire parte di noi delle bestie, degli infami, anche perche'' tanti si nascondono dietro l''atto di violenza come un atto di bullismo o di supremazia. Si salva una donna dalla violenza - ha aggiunto Zingaretti - se metti la persona nella condizione di essere libera. Ad esempio, un progetto nuovo che stiamo facendo con la ''Banca etica'' e'' prendere le donne vittima di violenza ospiti nei centri e reintrodurle nella societa'' costruendo loro un percorso professionale nuovo".
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