Svetlana e i diritti umani. Un addio contro Putin

Svetlana Gannushkina, militante russa candidata in passato al Nobel per la Pace, lascia il Consiglio presidenziale contro due leggi del governo Putin Ter

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 5 giugno 2012
'Mosca, 4 giu - [b]Svetlana Gannushkina, militante russa per i diritti umani [/b]candidata in passato al Nobel per la Pace, lascia il Consiglio presidenziale per i Diritti Umani [b]insieme ad altri 10 membri[/b]. In polemica con il Putin Ter. Oggi Gannushkina, esattamente tre mesi dopo la rielezione di Putin al Cremlino, ha presentato la richiesta commentando: "Voglio lavorare nel Consiglio, ma in qualita'' di esperta esterna, poiche'' gia'' vedo la tendenza del vettore politico. Molti mi hanno chiesto di ripensarci, ma ho deciso" ha aggiunto citando la nuova legge russa sulle manifestazioni in corso di dibattito alla Duma che prevede multe milionarie per i partecipanti, e le politiche migratorie. "Di tutto cio'' che abbiamo consigliato, e'' stato fatto il contrario" ha concluso amaramente Gannushkina. Il quotidiano Kommersant cita i nomi degli altri dimissionari, ricordando che nei mesi scorsi avevano lasciato il consiglio anche nomi di spicco come [b]la giornalista Svetlana Sorokina[/b] e l''economista Irina Iasina, per le presunte falsificazioni alle elezioni legislative di dicembre. Altri avrebbero lasciato per questioni personali e professionali. Ma Mikhail Fedotov, capo del Consiglio, avverte, citato dal quotidiano: "Se lasceranno in tutto in 20 persone (la meta'' dei componenti dell''organismo) - allora anche io dovro'' andarmene. Scusatemi, ma non ce l''ho fatta".


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