'Manal che sfidò i sauditi guidando l''auto. E ora ha paura'

Dopo il carcere, ora simbolo mondiale della difesa dei diritti delle donne, rinuncia al premio di Hillary Clinton. Per paura di ritorsioni

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 11 giugno 2012
'New York, 9 giu - Per non rischiare, [b]Manal al Sharif[/b], divenuta un simbolo mondiale della difesa dei diritti delle donne dopo aver postato in internet un video che la ritraeva alla guida di un''auto nel suo Paese, l''Arabia Saudita, ha rinunciato ad andare di persona a Washington per ricevere un prestigioso riconoscimento da parte del [i]Vital Voices Global Leadership Awards[/i], una fondazione molto vicina ad Hillary Clinton. La cerimonia si e'' svolta ieri sera. Dopo un''introduzione in video della segretaria di Stato, Hillary Clinton, sono salite sul palco al Kennedy Center Opera House quattro protagoniste della cosiddetta [b]Primavera Araba[/b]: l''egiziana Marianne Ibrahim, la libica Salwa Bugaighis, la yemenita Shatha Al-Harazi e la tunisina Amira Yahyaoui; ma tra loro spiccava l''assenza di Manal al Sharif, che fino a due giorni fa aveva detto che sarebbe stata presente. Tuttavia, secondo quanto hanno riferito all''Huffington Post diverse fonti di Washington a conoscenza dei dettagli della vicenda, le autorita'' saudite hanno fatto capire a Manal che per il suo gesto di sfida ''''ci sarebbero state conseguenze per la sua famiglia''''.


[b]In Arabia Saudita e'' vietato alle donne guidare le auto.[/b] La stessa al Sharif e'' stata detenuta per due settimane. Dopo una sua precedente visita negli Usa per ricevere un premio dal Dipartimento di Stato, al marito di Manal al Sharif è stato impedito di unirsi a lei nel viaggio e lei stessa ha perso il lavoro, hanno detto le fonti, aggiungendo che questa volta la preoccupazione era per il figlio. '