Legge 194: oggi la Consulta

A sollevare il caso un giudice del Tribunale di Spoleto, dopo la richiesta di una ragazza di abortire senza coinvolgere i genitori: distruzione di embrione umano.

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 20 giugno 2012
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A trentaquattro anni dalla sua approvazione la legge sull''aborto torna a dividere il Paese. Oggi la Corte Costituzionale valutera'' la 194/78 (il testo della legge): il pronunciamento della Consulta e'' molto atteso sia dai movimenti pro-life (antiabortisti) sia da coloro che chiedono la difesa della norma.



A sollevare il caso questa volta e'' stato un giudice del Tribunale di Spoleto, dopo la richiesta di una ragazza di abortire senza coinvolgere i genitori. Il giudice minorile ha risposto sollevando l''incidente di costituzionalita'', avendo rilevato un contrasto rispetto a quanto indicato dalla Corte europea per i diritti dell''uomo sulla tutela assoluta dell''embrione umano. Secondo il giudice la facolta'' prevista dall''articolo 4 di procedere volontariamente all''interruzione della gravidanza entro i primi 90 giorni dal concepimento comporta, infatti, ''''l''inevitabile risultato della distruzione di quell''embrione umano che e'' stato riconosciuto quale soggetto da tutelarsi in modo assoluto''''. L''articolo 4 della legge 194 si porrebbe, secondo il giudice, in contrasto con i principi generali della Costituzione e in particolare con quelli della tutela dei diritti inviolabili dell''uomo (articolo 2) e del diritto fondamentale alla salute dell''individuo (articolo 32).



La Corte dovra'' esaminare la validita'' dell''art.4, relativo alle circostanze che legittimano l''interruzione di gravidanza (Ivg). In discussione, dunque, non e'' il diritto della minore ad abortire, poiche'' la norma in esame ha in realta'' valore e ricaduta ben piu'' ampia sul diritto stesso della donna di scegliere se portare avanti o meno la gravidanza.



Molte le polemiche che si stanno susseguendo da giorni, rinnovando una battaglia che si consuma da quaranta anni. Il rischio, avvertono i movimenti a difesa della legge, e'' che si torni alla piaga degli aborti clandestini (che tutt''oggi esiste, soprattutto tra le immigrate) che una volta venivano praticati dalle ''mammane'' su tavoli da cucina e tramite ferri da calza.

Sui social network il dibattito ferve a tal punto che in poche ore l''hashtag #save194 e'' balzato in testa ai trend degli argomenti piu'' ''twittati''. Nel dibattito e'' intervenuto anche Roberto Saviano, che con un tweet ha lanciato un appello: ''''Salviamo la legge 194. Salviamo il diritto che le donne hanno di scegliere''''. Su Facebook invece e'' stato creato un evento dove si discute anche di iniziative locali da intraprendere il 20 giugno. Su quest''ultimo social network non mancano ovviamente i gruppi contro l''aborto: anche in questo caso l''attesa per il pronunciamento della Consulta e'' molto sentita.



Il 5 giugno scorso la Consulta di Bioetica onlus ha dato avvio alla campagna ''''Il buon medico non obietta'''' (VIDEO). Secondo il ministero della Salute, infatti, i medici obiettori di coscienza sono 7 su dieci e sono aumentati negli ultimi anni. L''8 giugno l’AIED e l’Associazione Luca Coscioni hanno inviato ai presidenti di tutte le regioni italiane 5 proposte ''''volte a garantire i due diritti previsti dalla legge: quello delle donne ad interrompere la gravidanza e quello dei medici obiettori''''. 1) Creazione di un albo pubblico dei medici obiettori di coscienza; 2) Elaborazione di una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza; 3) Concorsi pubblici riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di Ivg; 4) Utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire urgentemente alle carenze dei medici non obiettori; 5) Deroga al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di Ivg sono scoperti.



Secondo il bioeticista e magistrato Amedeo Santosuosso ''''non e'' vero che la Corte europea stabilisce la piena soggettivita'' dell''embrione. Nelle sue sentenze invece ha sempre avuto una posizione oscillante, lasciando ampio margine di apprezzamento alle leggi nazionali sull''aborto. Non vi e'' margine - prosegue - per una prospettiva diversa da quella disciplinata dalla legge 194: il bilanciamento tra il diritto dell''embrione e quello della madre - chiarisce - e'' stato infatti alla base della prima sentenza della Corte Costituzionale del 1975, che apri'' la strada all''aborto in Italia, ed e'' alla base della 194''''. E il ricorso e'' ''''infondato'''' per l''avvocato e segretario dell''Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo: ''''Il giudice di Spoleto - commenta - e'' andato oltre i suoi poteri: doveva dare un''autorizzazione ed i suoi doveri erano di adempimento della legge; invece, ha sollevato un dubbio di costituzionalita'' conseguenza di una forzatura giuridica''''. La 194, sottolinea inoltre Gallo, ''''e'' gia'' stata confermata da referendum e dalla stessa Corte Costituzionale''''.



Relatore del procedimento sarebbe il giudice Mario Morelli, lo stesso che, quando era magistrato di Cassazione, scrisse una delle sentenze piu'' dibattute degli ultimi anni: quella che, nel 2008, mise fine alla vicenda di Eluana Englaro, in coma vegetativo per 17 anni, dando il via libera, nel rispetto della volonta'' della ragazza e su richiesta del padre, al distacco del sondino che la alimentava artificialmente.



Il fronte dei contrari all''interruzione di gravidanza negli ultimi anni ha trovato nuova linfa, e non solo in Italia: in Turchia (dove Erdogan chiede una legge che vieti l''aborto anche dopo uno stupro), in Ucraina, in Spagna e negli Stati Uniti crescono le adesioni ai movimenti pro-life. In Italia, nel maggio scorso, anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha partecipato ad una marcia per la vita insieme ai gruppi antiabortisti.



(enrica.dibattista@ansa.it)

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