'L''Aids colpisce 17 milioni di donne. Un sito per aiutarle'

Si chiama She, www.SHEprogramma.it. In Europa il 35% delle nuove diagnosi riguarda la popolazione femminile. In Italia ogni anno 1300 nuovi casi

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 23 luglio 2012
'Washington, 23 lug - [b]Sono 17 milioni in tutto il mondo le donne vittime dell''Hiv,[/b] e il virus rappresenta la principale causa di morte per quelle in eta'' fertile. Purtroppo, sono ancora troppo pochi i servizi per rispondere ai bisogni specifici di queste pazienti. Una risposta sta tentando di darla [b]She[/b] (Strong, Hiv positive, Empowered Women/Strong, Hiv positive Women Educational Program), il primo programma educazionale in Europa ora disponibile online su www.SHEprogramma.it. Il sito, lanciato per la prima volta nel Regno Unito lo scorso ottobre, ora e'' disponibile in italiano e spagnolo. Entro l''anno includera'' anche Germania, Francia, Polonia e Portogallo. L''annuncio viene dalla XIX conferenza internazionale sull''Aids, in corso a Washington fino al 27 luglio.


[b]La nuova risorsa web[/b] - si legge in una nota - e'' frutto di un progetto congiunto promosso da Bristol-Myers Squibb e da associazioni di pazienti e medici: per il nostro Paese, Nps Italia Onlus, network italiano delle persone sieropositive, e Antonella d''Arminio Monforte, infettivologa di Milano. Il sito contiene informazioni su temi centrali come la diagnosi, la rivelazione dello stato di sieropositivita'', la vita sessuale e riproduttiva, la programmazione di una gravidanza, l''accesso ai trattamenti, la tutela dei diritti umani e il benessere fisico ed emotivo. I contenuti del sito sono sviluppati da donne che vivono con l''Hiv e personale medico specializzato in infettivologia . "Nel nostro Paese finora non era disponibile nessuna risorsa curata da donne con Hiv e rivolta alle pazienti nella stessa condizione clinica - sottolinea Margherita Errico, presidente di Nps Italia Onlus, associata del comitato di [i]She[/i] - La condivisione delle esperienze puo'' aiutare a mettere in luce e condividere preoccupazioni comuni, come lo stigma e la diagnosi della malattia. Informazioni fornite da un''altra donna con Hiv ci arricchiscono e ci aiutano a combattere il senso di isolamento".


[b]In Europa e'' in costante aumento il numero di donne colpite[/b]: il 35% delle nuove diagnosi riguarda, infatti, la popolazione femminile. In Italia si registrano circa 4.000 nuovi casi ogni anno, un terzo interessa le donne. "E'' l''uomo che normalmente porta la malattia all''interno della coppia - afferma Antonella d''Arminio Monforte, direttrice della Clinica di Malattie Infettive del San Paolo di Milano e aderente al comitato di [i]She [/i]- Il 70% delle donne viene infettato da un partner stabile, mentre il 76% degli uomini contrae il virus durante un rapporto occasionale. Inoltre, [b]le donne sono piu'' vulnerabili di fronte al virus[/b]: la loro mucosa genitale e'' piu'' permeabile all''Hiv rispetto a quella maschile e gli ormoni femminili, in certe fasi del ciclo, possono favorire l''infezione". I pregiudizi nei confronti delle persone con Hiv sono purtroppo ancora molto forti. "E il genere puo'' diventare un moltiplicatore dello stigma - spiega Rosaria Iardino, presidente onorario di Nps Italia Onlus - Le donne che si infettano si prendono poco cura di se stesse. Spesso, pur essendo consapevoli che il partner e'' sieropositivo, non si proteggono e contraggono il virus. Di contro, fortunatamente oggi, rispetto a venti anni fa, e'' possibile realizzare il desiderio di diventare madri. Purtroppo, pero'', si parla di nuove diagnosi al femminile solo quando vengono affrontati temi che interessano la ginecologia, in realta'' il problema e'' molto piu'' ampio. Scoprire di essere Hiv positive incide su diversi aspetti della nostra vita, che includono la sfera sessuale, la famiglia, le figlie, i figli e il lavoro".

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